(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” II

KH-A-OSS II

Indice

-Desolazione (Schizo-degli Amokläufe)

-Terrorismo Criminale: Incendio a Montesacro (Roma): officina meccanica in fiamme via Valsolda

-Terrorismo Criminale: Colosseo, falso allarme bomba vicino alla metro per una valigia sospetta

-Nientismi (tratto dal testo “NIHILITY”)

-Intervista ai Devouring Star (“Bardo Methodology” Zine)

-Cospirazione delle Cellule di Fuoco-Comunizzazione: il decadimento senile dell’anarchia (tratto dal sito anti-conformista anarchico “The Anarchist Library”)

ASPRO

Scorreva il tempo, che era “caduto”, nel vuoto, sotto la pioggia.

Pioveva, pioveva a dirotto, senza alcun sentore di ombra tra le parti.

Eravamo di ritorno, dal nostro viaggio attraverso una foresta impervia, fatta di spettri, e aspre battaglie per lo spirito sanguineo che ci accomuna.

Avevamo disceso la nostra coscienza, in maniera scomoda, sconnessa alla realtà che ci contiene, e che noi sappiamo, poter in un istante distruggere.

I nostri Ego lottavano contro altri e innumerevoli ego, che volevano assimilarsi, mangiare, cibarsi degli altri, di chi assomigliava al loro desiderio di distruggere la decadente realtà. La realtà assoluta, contro il nostro spirito sanguineo relativo, espresso come molecole, frammenti minuscoli di specificità. Ego specifico contro l’ego della massa.

Questa lugubre pioggia, il cielo denso di nuvole artefatte, ci spingeva, nel dirigerci, verso il nostro obiettivo, mai finalistico, mai prono al resto che ci circonda.

Ci chiedevamo, pensavamo..questa realtà decadente ha bisogno del rovesciamento del sole di Platone?

Domande che scorrevano, nella profondità, della nostra coscienza ferita, che sanguinava, a ogni piè sospinto.

Noi siamo la specificità di noi stessi, la nostra amoralità specifica, rispecchia, solo quello che noi vogliamo, è che scegliamo che sia, che debba essere “cosi”, per il nostro Io.

Il sole di Platone, che si staglia sopra la foresta di spettri: volevamo dargli distruzione e annientamento, per un attimo, come il nostro respiro, soffio veloce come il lampo che scende e si abbatte su un palazzo abbandonato alle sue macerie.

Un supremo desiderio, dalle viscere del nostro corpo. Attorno alla maleodorante materialità, verità del mondo reale e della sua esistenza.

La Grigia e triste realtà, fatta di sonnambuli attorno a Noi. Di esistenza noiosa, odio per se stessi, marginale, ritornando sempre e solo, a percorrere un percorso fondato sulla quiete.

Ecco, che la distruzione spaccava e spezzava il cielo vitreo sopra di noi, tutto ne era sconvolto, si aprivano squarci tra le nuvole, e bagliori rosso fuoco, creavano un vortice tra il tutto e il nulla.

Ecco, cosa è la Nostra distruzione, un fulmine che annienta gli argini della società, creando caos dentro l’armonia, ritornando a sprofondare, molecola dopo molecola, dentro il nostro sentiero occulto.

DEVATHORN: “PRINCIPI DEL CAOS”

Sigillo ardente sul mio palmo, segno della mia colpa.

Mea culpa.

Beati quelli che non osavano

perché non hanno visto e nemmeno io l’ho fatto.

In omnibus requiem quaesivi et nusquam inveni.

Dolce musica cosmica, urla dei ciechi,

Vortice di etiche, disciplina strappata.

Elementi della polvere.

Principi del caos.

Nessuna visione è stata concessa.

Sii il fiume che nasce dal Nulla e conduce all’Oblio.

Metodi mortali alla pazzia.

Elementi della polvere.

Principi del caos.

DALL’ANARCHISMO ALL’ARCHISMO

Anche se Marsden evitò di fare un’analisi di Stirner, adottò comunque eclettiche tesi concise; tuttavia, nessuno di questi era fondamentale o specifico. Il metodo della sua appropriazione selettiva in particolare è stata vissuta nella disputa che ha combattuto con Tucker nei suoi periodici (vedi Parker, 1986, entrambi gli articoli).

Benjamin R. Tucker (1854-1939) è stato editore della rivista individualista-anarchica “Liberty” dal 1881 al 1907, che è stato pubblicato nel New England (Boston, New York). Verso la fine del 1880, il giornalista poliglotta James L. Walker introdusse Stirner, che era allora relativamente sconosciuto anche in Germania, come argomento di discussione sulla rivista. Il risultato fu una polarizzazione inconciliabile delle opinioni, sia nei lettori sia nella redazione. Gli avversari moralmente indignati di Stirner cancellarono rispettivamente i loro abbonamenti e contributi. Pertanto, nonostante Tucker e gli altri contributori, “Liberty” non divenne in alcun modo stirneriano. Al contrario, una volta suddiviso il periodico, il tema di Stirner fu brevemente e in modo sommesso discusso e rapidamente “dimenticato”. Nel 1907, dopo un ritardo di vent’anni, Tucker finalmente pubblicò la prima traduzione inglese di “L’Unico e la sua Proprietà”. «Poco dopo, a seguito dell’incendio che distrusse la sua casa editrice, pose fine alla carriera giornalistica e si trasferì in Francia con l’intenzione di trascorrere il resto della vita in solitudine.
Tuttavia, Tucker per una volta interruppe il suo tacito silenzio dopo il 1907, perché la nuova creazione di Marsden, “The Freewoman”, gli diede una ragione per essere di nuovo un po ‘ottimista. Cominciò a scrivere dal giugno 1913 in poi in “The New Freewoman”. I suoi contributi erano per lo più corrispondenza da Parigi, ma anche articoli teorici in cui lui, come prima in “Liberty”, promuoveva il mutualismo di Proudhon. Un contratto sociale era praticamente indispensabile per una vita nella società, ha detto, e un tale contratto che non vincolava il cittadino a Dio e al sovrano, ma solo alla sua coscienza “sarebbe stato accettabile anche per Max Stirner come una carta per la sua “Unione dei liberi”. Marsden rispose che una tale società sarebbe, in effetti, più repressiva di tutti quelle che venivano prima, perché lo “Stato” che era stato trasferito alla coscienza sarebbe onnipresente. Non vedeva alcuna differenza fondamentale tra l’anarchismo “individualista” di Tucker e l’anarchismo collettivista, definendola una dottrina “clerico-libertaria” – una critica con la quale avrebbe potuto citare Stirner e proclamò: I nostri anarchici sono persone pie!

Tucker era arrabbiato e alla fine interrompe il dibattito. Confutò la pretesa di Marsden di essere un anarchico, definendo invece il suo “archista e egoista”, e nel marzo del 1914 si ritirò definitivamente dal dibattito pubblico. Marsden accettò positivamente questa designazione polemica e professò il suo “archismo” in una risposta diretta (2 marzo 1914), nonché in un successivo articolo su “L’Illusione dell’Anarchismo” (15 settembre 1914). Ogni essere vivente, disse, è archista fin dalla nascita, perché cerca in tutti i modi di promuovere i propri interessi piuttosto che quelli degli altri. L’anarchismo, d’altra parte, predica – “come ogni chiesa” – il negare questo innato archismo = egoismo. Una “polizia spirituale interiore”: la coscienza, dovrebbe impedire di soddisfare il naturale bisogno di dominio e la gratificazione senza ostacoli dei suoi desideri. Alcuni anarchici erano in effetti per l’idea dell’ego come sovrano regnante, ma solo quando si era mutato per la prima volta in modo definitivo, mentre Marsden, come archista, intendeva gli individui reali, esistenti, immutati e il loro ego, i loro desideri spontanei e desideri così come la loro “volgare semplice soddisfazione in base al gusto – una vasca per Diogene; un continente per Napoleone; il controllo di una fiducia per Rockefeller. ” Riferendosi all’osservazione di Tucker, che osservava che la storia fino al presente ha preso esattamente questo corso, Marsden rispose che questo mostrava esattamente – in linea con il pragmatismo filosofico – che il concetto era corretto. Prima gli infelici disgraziati diventavano archisti, vale a dire, badavano ai loro interessi, meglio era (2 marzo 1914).

La discussione tra Marsden e Tucker ha toccato quel problema teorico oltre che pratico che è di fondamentale importanza per qualsiasi anarchismo radicalmente considerato (non solo “socialista”): il fenomeno antropologico che si può provare a nominare e circoscrivere come quello di ” servitù volontaria “/ di” coscienza “come autorità governativa interiorizzata /” inculturazione “di ogni neonato in un sistema sociale radicato in millenni / di un” super-ego “inconscio e irrazionale, che è impiantato in ogni individuo, o come concetti correlati. Caratteristica di questa discussione tra due protagonisti che sono spesso raffigurati come Stirneriani è che essi, come molti altri pensatori (vedi Laska, 1996), non hanno mai percepito la qualità della forma data da Stirner, presumibilmente o apparentemente sviluppando le idee di Stirner, ma in realtà manca, a Tucker nell’anarchismo individualista e a Marsden inizialmente in un assertivo egoismo banale, chiamato “archismo”, più tardi in un “egoismo totale” cosmico-mistico.

ALCUNI FRAMMENTI NICHILISTI

I seguenti testi sono pezzi di scrittura che per qualsiasi motivo vogliono non vedere la luce del giorno nella loro forma originaria prevista. Ho deciso di pubblicare questi frammenti, tuttavia, come contributo al dibattito amorale in corso e la guerra misantropica condotta da terroristi nichilisti, eco-estremisti e altri indomabili Ego di potere, dovunque in questo mondo possano scegliere di occultare i loro luoghi …

A

___________

Mi aggiro tra le ombre delle città come un animale braccato, rabbioso e con sete di sangue.

Guardo intorno a me e ovunque vedo la massa brulicante, trascinandosi avanti e indietro lungo la loro marcia predeterminata attraverso il circuito della necropoli urbana. Percorrendo ordinatamente il mondo sotto i piedi come ratti lobotomizzati bloccati in una ruota. Tutti stringono il loro “smartphone”, crogiolandosi nel malato splendore degli schermi con fili sporgenti dai loro teschi e dalle espressioni vacue, ubriacandosi attraverso le loro facce da idioti. Balbettano mondani nei microfoni tutto il giorno, merda senza senso,si uniscono a vicenda in coda per prendere un “selfie” accanto a questo o quel monumento o edificio sporco. Lo stordimento del loro profumo mi da la nausea. Guardo le loro forme deformate e gonfie, i loro corpi disfatti da tutti gli anni di sottomissione volenterosa, questi spettacoli grotteschi e macabri di un’entità biologica assurda e fallita, dalle cui menti deboli e addomesticate si fa lo spirito divino del “Uomo” manifesto. Questo è l’altare antropogenico su cui deve essere sacrificato tutto l’Ego, su cui poggia ogni idolo nato dalla Morale Cristiana ripugnante, oggi più che mai prominente, le putrescenti ideologie dell’umanesimo e del progressismo e della loro civilizzazione bastarda.

Sputo su tutti questi sporchi parassiti che con ogni singola azione compongono l’interezza della loro spregevole esistenza condannata solo a una nuova desolazione a tutto ciò che è selvaggio su questa Terra, che in un coro patetico alzano le loro voci gracchianti in difesa di questo misero regno decadente della degenerazione. Sputo su tutti i loro altari e idoli, le loro morali e i loro valori. La mia risata sarcastica sarà eco eternamente in tutte le sale cadenti delle loro utopie. Le pire del mio odio iconoclastico bruceranno tutto in maniera luminosa quando la luna è nascosta e regna l’oscurità.

La ripugnanza e il disprezzo riempiono il mio cuore al punto da scoppiare. Urlo dentro e tutto il mio essere mi grida in una ferocia selvaggia. La selvatichezza mi chiama da dentro, grida per me, chiede la vendetta e prendo con fervore il richiamo. La maledizione misantropica del terrorismo nichilista è la mia arma scelta nei templi dell’Uomo e del suo Progresso, è il cancro che diffonde la paura tra le ombre dei territori urbani, l’erba velenosa che diffonde le sue radici fuori cercando nutrimento nella fredda e umida terra.

L’ultimo di ognuno di questi schiavi iper-civilizzati non merita nient’altro che una morte agonizzante, questi cadaveri che camminano per il quale il mondo deve essere trasformato in uno sterile sterrato di modernità e di artificialità. Dico, dunque, che ognuno delle loro case deve bruciare e lasciare che si congelino e muoiano al freddo dell’inverno a loro volta. Lasciate che i loro corpi soffrono di dolore come un veleno. Lasciate che il loro sangue fluisca fuori per nutrire il terreno sterile, facendo sì che la loro paura sia la nostra sola intossicazione mentre cacciamo per sopravvivere nella città. Ridiamo amici miei! Rallegriamoci, balliamo con il sangue e ridiamo!

Qualcuno mi guarda, sorridono gentilmente, ma per guardarli negli occhi dovrei tradire ora il mio desiderio di porre fine alla loro vita senza valore. Mi giro e vado via. Il mio sguardo odioso, le mie passioni criminali e selvagge mi fanno avanzare, sempre in caccia, preparandomi per il prossimo attacco, alla ricerca del segno successivo, la prossima vittima, guardingo per ogni aspirante-eroe. Mentre clandestinamente prendo ciò che mi serve dal supermercato, sento Il peso della lama in tasca, le mie dita giocano attraverso i suoi viziosi bordi. Penso di conficcare la lunghezza dell’acciaio annerito nel collo della guardia di sicurezza o di qualche cassiere, desideroso del flash di paura, nei loro occhi e per ascoltare le loro patetiche grida di misericordia. Sorrido invece educatamente e proseguo sulla mia strada. “Buona giornata”.

_______
Qui nelle prigioni aperte del deserto della modernità, i cimiteri urbani popolati dai morti vivi, sono venuto per conoscere solo l’odio e la disperazione. Sta bene dentro di me, schiumando nella mia bocca si trasforma in una bile velenosa da sputare di fronte a tutta l’umanità.

Qui nella città, automobili, autobus e treni vanno a tutta velocità, riempiendo l’aria con smog e rumore. Brandisco questi ambienti dolorosi. Attraverso l’orizzonte, le torri e i piloni del cellulare che si ergono al cielo grigio, spezzano continuamente il miasma e la tossicità che non può essere vista e i miei occhi si stabiliscono nella loro forma volgare. Il rumore assordante del mondo delle macchine sbiadisce momentaneamente e rimango lì in un silenzio abissale. Contemplo i percorsi di fuga, la quantità minima dei materiali necessari per l’attacco, etc. etc. E continuo la mia strada.

Stanotte, il peso dell’ordigno esplosivo-incendiario nel mio zainetto mi ricorda quello che sono venuto a fare qua, il mio cuore batte più veloce per ogni passo rapido, prendo un respiro profondo e guardo da sotto il mio cappuccio, i denti di leone e plantago che eruttano dalle lastre rotte del concreto. Penso alla serenità delle foreste, alla solitudine delle montagne, calmandomi di nuovo mentre continuo verso il mio obiettivo.

Come desidero sentire l’erba e il suolo sotto le dita dei piedi, per la sensazione della freddezza del vento nei miei capelli e il profumo profumato dei ruscelli di montagna che riempiono i miei polmoni. Voglio ascoltare le canzoni degli uccelli e l’apertura delle foglie in primavera, basarsi sulle lune che guariscono, con i miei compagni al mio fianco, per ascoltare le loro voci, le loro risate e ballare attorno agli incendi dei nostri sogni più selvaggi … Ma no, questa volta, come molte volte prima, devo andare da solo. Ti aspetto dall’altro lato.

Silenziosamente salgo sui tetti. All’interno di questo complesso di appartamenti il sonno è iper-civilizzato. Cosa sognano? Non lo so. Ma stasera si sveglieranno con gli incubi. Blocco l’ordigno tra un fascio di cavi e dopo un ultimo sguardo al cielo soffocato, dico alcune parole a nessuno in particolare, accendo la miccia e scompaio ancora una volta nella notte cacofonica.

_______

La risata eretica riverbera per le strade.

Guardo negli occhi, lontano dall’energia ferale.

Vandalizzando tutto ciò che davanti a noi, diffondendo la criminalità.

Nessuno osa guardarci.

La vista del coltello che scintilla nella tua mano.

Il suono di vetro distrutto che cade sul pavimento.

L’odore dell’incenso si mescola con l’aria sporca.

Un torrente di adrenalina scorre attraverso i nostri corpi,e la nostra perversa e selvaggia gioia annienta le sponde di ogni razionalità come un inondazione, determinata a spazzare via tutto ciò che attraversa il suo cammino.

Mentre le strade si oscurano per annunciare la nostra presenza

Non conoscendo né paura né rimpianto,

Ridiamo e ride.

Individualisti in guerra, ululando nella notte.

Ridere quando le sirene iniziano a suonare in lontananza.

Ridendo, ci dirigiamo nell’ignoto,

Ognuno di noi vagabondi nel proprio percorso

In luoghi dove nessuno può seguirci.

L’ORDINE CRIMINALE II

Invoco desiderosa l’arrivo benvenuto del Caos, della Morte, la perpetuità dell’ordine criminale è lo scettro maledetto dell’Egoista. Il peccato della causa Unica, è la non invocazione del Tango sulle tombe della perdizione gregaria.

L’ordine criminale, con la massa della perdizione, è l’abisso dell’Ego Unico, questi ha invaso quale insetto spregevole, ha inquinato, deteriorato, macchiato, eclissato la pienezza egoista degli individui unici. La catastrofe, il caos, è la necessità Egoista che ha creato l’ordine, è l’esecuzione dello schema della civilizzazione, dei produttori, dei consumatori, degli idealisti, religiosi, ideologi, democratici, degli Uomini. L’ordine, sotto la loro stessa legalità, è peccatore, è la delinquenza personificata.

La santità dell’ordine, è l’impeto della consacrazione dell’Ego di fronte al fuoco incendiario della catastrofe, quello che ci libererà delle mostruose opere della civilizzazione imposta sotto il manto del Cristianesimo. Mi Compiace dargli il benvenuto, è inevitabile!

Il ritorno dalla Morte non sarà per produrre, consumare, ubbidire, comandare, punire, o inginocchiarsi di fronte a qualunque ideologia superata. È il ritorno del rifiuto al destino siglato dalle ideologie, il rifiuto assoluto del paradiso terreno, il paradiso si è perso, l’ho distrutto, ridotto a cenere, salutando le tombe della massa, dove giacciono le mie ceneri gregarie.

Non ho mai avuto nessun padre nel cielo, neanche lo voglio all’inferno esistenziale della quale sono oggetto, sono un’orfana. La salvazione ideologica o religiosa non ha senso, mi vedo condannata, abbraccio la mia maledizione. Il peggiore nemico è chi parla di speranza, illusione, salvazione, chi presenta un futuro di allegria, di pace, dove la miseria della vita moderna non è abbordata, ma ancora così promettono che ognuno dei miei problemi saranno risolti. Non si sono rinnovati mai i religiosi e ideologi, il loro discorso, l’hanno solo truccato, mascherato, trasformato.

Idee false e irreali che conducono alla decadenza individualista. Piegarsi, vacillare, sotto un manto oscuro di illusioni o nozioni astratte, parlando sotto l’influenza della morale o la fede, sotto lo splendore della bugia più strisciante.

Non voglio nessuna morale o fede religiosa come ideologica che mi illumini. Nego la storia, la società, la religione, le ideologie, lo nego totalmente con l’unico obiettivo di preservare la mia Unicità. Il mio delirio egoista mi spinge alla catastrofe, alla delusione, alla negazione, alla morte assistita. Non è mai stata tanto deplorevole la valutazione della vita, del mondo, dove il peso, le dimensioni e le interpretazioni sono false.

Il punto di partenza per rompere con l’ordine, è che l’egoismo si innalzi, alzandosi sulle rovine di tutto il vigente, di tutto il supremo, di tutta la morale, di ogni legalità, di ogni etica superata, di ogni umanesimo moderno. La morte è la strada che bisogna seguire, il privilegio di vivere è una farsa. La vita è una bugia, il rispetto per la vita è un vile inganno, è la deformazione grottesca del Cristianesimo materializzato. La salvazione comincia dove termina la vita.

In un’esistenza che affonda nella miseria assoluta, il desiderio, è il rispetto per la vita che si consumerà con l’arrivo della soluzione dissolvente, il suicidio di massa assistito. Così si farà la volontà incendaria, così sià la rovina.

Tutto quello che mi circonda si sgretola, si disintegra con la negazione dei pilastri strutturali del presente. Le città sono l’immagine del paradiso promesso, il mondo è ora inabitabile. Una riorganizzazione è ora impossibile. La carità reorganizzativa è un inganno,è questo me l’ha insegnato il mio nemico. In un mondo pieno di insetti cristiani, non si possono affrontare, le malattie che li decimano, la Morte è desiderabile, così non si dovranno sterminare.

(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica”

KH-A-OSS

Indice

– Caos

– Terrorismo Criminale: Esplosione nel centro di Vasto, bomba carta distrugge l’ingresso di un negozio

-Terrorismo Criminale: Allarme bomba al centro commerciale Porta di Roma

– Il Nichilismo come svalorizzazione dei valori supremi

– Estratto intervista Altar Of Perversion ( “Bardo Methodology” Zine)

-Guerra di strada: Combattimento con lo Stiletto siciliano ( tratto da: “The Sicilian Blade- The Art of Sicilian Stiletto Fighting)