ANTAGONISTE: “IL NICHILISTA”

Non c’è nessun Obiettivo
Nessuna Moralità
Nessun Oggetto
Significato o Scopo
La Realtà non Esiste
L’Esistenza non ha Significato
La Negazione dell’Unico
L’Insensatezza della Vita
Tutte le Idee Umane sono senza Valore
Un Atteggiamento Ascetico come Volontà verso il Nulla

Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
La Quiete come la Morte
In cui Nulla può Penetrare
In cui Tutto Affonda
Impotente

Non c’è una Norma
Nessuna Conoscenza
Nessun Valore Intrinseco
Regola o Legge
Una Distruzione Deliberata
Imposizione di Una sola Interpretazione
L’Auto-Dissoluzione della Religione
Nessuna Forma di Bellezza da Cercare
Tutte le Idee Umane sono senza Valore
Un Atteggiamento Ascetico come Volontà verso il Nulla

Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
La Quiete come la Morte
In cui Nulla può Penetrare
In cui Tutto Affonda
Impotente

L’Apocalisse è Finita
Oggi è la Precessione del Neutrale
Di Forme del Neutrale
E di Indifferenza
Tutto ciò che Rimane, è il Fascino
Per Forme Desertiche e Indifferenti
Per la Funzione stessa del Sistema che Ci Annienta
Ora, il Fascino è la Passione Nichilista per Eccellenza
È la Passione Esatta alla Procedura per la Scomparsa
Siamo Affascinati da tutte le Forme di Dissolvimento
Della Nostra Scomparsa
Malinconico e Affascinato
Tale è la Nostra Situazione Generale
In un’Era di Trasparenza Involontaria

Una Verità Restrittiva
La Possibilità di Altri Modi di Essere
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero

IL DISTRUTTORE DELL’UNIVERSO (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico

http://avyssos.altervista.org/il-distruttore-delluniverso/

Niente esiste.
Anche se esiste qualcosa, non si può sapere nulla al riguardo.
Anche se si sapesse qualcosa su di esso, la conoscenza a riguardo non può essere comunicata agli altri.

Il Distruttore dell’Universo, è l’EgoArca che mangia e ingloba i punti di assioma entro dentro esso, questo “esso” che l’Individuo realmente non sa cos’è, se non una pura scarica di sensazione irreale, qualcosa che preme per spingere all’interno dell’entro/erro. Resiste l’Individuo a questo? O inglobando le parti dell’Universo, lo sospinge rovesciato? Respingere e attingere esistono? Appurando che qualcosa esiste all’esterno del tale e quale, esprimo un senso delle cose? Non c’è verità alcuna che si possa dire in quanto tale, la ragione e la coscienza non producono verità ma sono punti assiomatici attraverso il “sistema della conoscenza”; questo sistema del metodo umano inserito nelle società, è la Mia creazione/distruzione ma attraverso cosa e in quale modo? Esiste come latente input nel riflesso dello specchiarmi e mi preme perché venga compromesso il flusso- che non possa rifluire infinitamente. Non è un Io altrui- ma sono immensamente Io. È sempre un punto assiomatico dentro il Mio Ego specchiato. È impossibile appurazione ed è il possibile che “l’impossibile” siano medaglie dello stesso valore in fondo al baratro del Nichilismo EgoArca. Il respirare attraverso la conoscenza di questo “valore” si fa rarefatto nel momento in cui si ricerca la causa che l’ha prodotto,input latenti tornano a esistere nell’inesistenza della mia apparizione e o di qualcosa nel presumibile che sia cosi.

I dotti della ragione affermano che posso aver usato il “noi” se sono un Io? Ancora con questi schemi? Io, noi, essi, altri,l’altro, il resto, non servono a nulla, se non nel limite del linguaggio che esprimo, che qua affermo, ma non so se esiste nel momento in cui lo affermo. Sono scettico dunque? No, parlo attraverso il manifestare di infiniti specchi che specchiano Me stesso. Uno specchio ne rispecchia un altro, che si rispecchia in un altro ancora, e ancora e ancora, senza fine alcuna, nell’abisso del vuoto; vuoto abissale che ingurgita questi input latenti, e infine, nell’esprimermi ritornano niente: quello che esprimo è il niente del niente del niente…

Contraddizione? Non esiste, è solo un input, una sensazione, senza categoria, un riflesso entro il riflesso, che mangio e diventa niente, penso e diventa niente, respiro e niente, penso e niente, in un circolo continuo atemporale. L’attimo è attimo senza tempo che diviene niente, e infinitamente niente.

Sto parlando del niente concettualizzandolo? Il Niente è il nulla nientificato- un non-ente.

Se esiste una conoscenza di tal fatto, esiste anche quel fatto? Quindi esiste il mondo come lo conosciamo? Io Creo/Distruggo [Distruggo/Creo] e dispongo le pedine e voglio declamare- plasmare il mondo,l’irreale dispiegarsi del Caos. Non esiste nessun mondo, non esiste nulla, se non che decade tutto il presumere del pensare, che crolla nel niente del niente nientificato. Lo specchio che è specchio di infiniti specchi, è sempre e solo l’immagine che specchia Me stesso, che è l’inesistente nulla. Io sono Niente e sono Nulla, mangio me stesso mentre mangio l’universo che è nulla e niente:infinito specchiarsi di immensi riverberi.

L’essere, il soggetto, il predicato, il verbo, l’oggetto non affermo che “li conosco”; affermo che non so cosa siano, e se è il linguaggio è il mio specchiarmi, gli input indefiniti e contratti mi annientano in una spontanea semplificazione: Io sono il Niente che è lo Specchio del niente Mio nulla.

Declamo Essere l’Estremistico Distruttore dell’Universo, e affermo che l’EgoArca è sangue con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo.

Concetti? No, specchi degli specchi dello specchio in un niente nientificato. Creo/Distruggo con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo, specchiandomi in Me Stesso.

Lo specchio è la mia immagine che rispecchia l’universo, che distruggo mentre mi specchio ancora e ancora e ancora infinitamente nel niente nientificato.

Questo Estremo degli Estremi potrebbe essere anche definito dai benpensanti -schizofrenia agente verso l’infuori e verso l’entro, (dove fuori e dentro non esistono -secondo la supposizione che siano veri) e al di là degli studi degli “eminenti” filosofi, su questo, e sul pensiero della mente umana, tutta codesta idea, Io l’Anniento.

Questo frammento di Schizofrenia EgoArca è il perdersi di latenti input e il ritornare di essi nel nulla, una non condizione di affermazione, un distruzione delle ipotesi: è inutile ripetere che anche se uso questo input che si chiama “linguaggio”, che egoicamente pretendo sia “limite”, alla fine ritorno ad affermare che: se spiego una cosa, è perché la sto usando per il mio fine, perché passa sempre nell’inesistenza degli specchi creati a Me stesso. Mezzo e fine sono infinitamente allucinazione e sensazione schizofrenica: Io. Creo-Distruggo-Distruggo-Creo-Creo-Distruggo: illimitatamente.

Distruggo-Creo Me stesso, Creo-Distruggo Me stesso, Distruggo e Creo Me stesso-senza conoscere la verità di fondo. Affermo la verità di fondo, senza sapere la verità del perché è affermata.

Ma specchiandomi affermo Me stesso.

Creo distruzione in questo frammento per affermare il flusso e riflusso atemporale dentro l’infinità degli specchi a Me stesso.

Ritorniamo a questo limite a Me creato: il linguaggio: il “Rasoio di Occam”, per chi ne ha sentito parlare, è il metodo che sembra sia più usato Ora, questo metodo è entrato nell’anticamera, degli idealisti, dei moralisti, degli alternativi, degli anarchici moderni.

Bastava bussare e subito tutti questi umanisti, l’hanno fatto entrare con tante scuse: perché solo ora ti sei fatto sentire? Finalmente potremo anche noi dare una ragione e una condotta morale a tutti questi Estremisti Schizofrenici. Ora useremo anche noi il “Rasoio di Occam”.

È inutile cercare qualcosa che sia fatto di più spiegazioni, la più semplice è quella che ha più importanza. Oh quella che centra l’obiettivo del perché ci si fa una domanda o si cerca di arrivare a una risoluzione. Cioè quella che “esiste veramente”.

Questa semplice condizione e costrutto morale, dell’in-esistenza, preme entro dentro/erro– per essere qualcosa del niente del Mio specchiarmi; il Nichilismo EgoArca, è il tracimare ed espandersi di forza e vitalità, di potenza e forza, di costruzione e distruzione, per mangiare e ingoiare nel Niente tutto quello che è assioma nel Mio mondo, il mio flusso e riflusso senza fine ne tempo.

Il Nichilismo è EgoArca, Terrorista, Misantropo, Solipsista, perché queste sensazioni e flussi rifluenti si specchiano infinitamente volte nell’abisso che ingurgita il tutto che è niente diveniente niente.

Creazioni/Distruzioni che sono volontà accentratrice, perché sono Io l’accentratore EgoArca e lo specchio e prospettiva infinita che Creo e dove dispongo le pedine e le plasmo in quello che incontro come mondo vero nello specchiarmi. Io vedo infiniti specchi che riflettono sempre Me stesso.

Affrontiamo e Sperimentiamo questi frammenti del Mio Nichilismo:

Moralmente espresso il mondo è falso.

Ma in quanto la morale stessa è parte di questo mondo, essa è falsa.

Il Terrorismo Nichilista è il Mio Ego prolungato che diviene Arca, lo creo/distruggo, e agisco su questo mondo falsamente vero, che comprime il respiro che deve essere libero di ampliarsi e annientare quello che costringe, che stringe, che significa qualcosa di valido, che comporta limiti e distinguo nel mondo della realtà. È la realtà che diviene, che specchia qualcosa al di dentro di Me nel Me stesso, ed è non è in quanto cosa non è. La realtà è il mondo vero come punto di assioma entro dentro erro.

Processo di trasformazione e subiettività, di quello che da input latente diventa assioma nella Mia fortezza Egoistica, dove non esiste l’oggetto e il soggetto, ma dove questo punto di assioma, si riduce a una sensazione costringete, che vuole ridurre il mio respiro prolungato nell’in-esistenza e far ritornare l’immagine di un mondo vero, in un infinità di specchi, che io non so cosa possano pensare, è se sono la Mia immagine, sono anche la distorsione di queste impressioni, percezioni, fraintendimenti, dove il “cosa”, è sottoposto a una domanda infinita tra infiniti modi di vedere questa cosa, che non è cosa, non esiste nella determinazione della “cosalità”.

La “cosa” diviene specchio, percezione annullata del nucleo della risposta, si spezza e frammenta in un destabilizzare il passaggio tra l’entro e l’esterno, a Me rappresentato. Sono l’entro e l’esterno, l’infinito che si specchia, è l’erosione margine dopo margine del contorno di quello che viene definito “sistema della conoscenza”, con dentro delle cose, dei bordi cosali, delle supposizioni interne/esterne in Me.

La conquista dell’infinità degli specchi, che vedono un fatto, e l’assoggettano, non essendo soggetto vero e formato, sono la percezione e il flusso di una sensazione, senza senso, che è infinita impressione di latenti ritornare di questo sentire: senso è un non-senso, un non-ente, non esiste, se non nell’immagine derivata da altre immagini derivate che divengono derivate infinitamente e si estinguono nel nulla nientificato.

Interno/Esterno è il punto di unione che, irreale, diviene reale-dove non c’è un appiglio ove aggrapparsi realmente, reale è irreale che è esterno in un interno esteso all’interiorità di quello che interno, ritorna e si spoglia dell’involucro soggettivo e non-diviene oggetto speculativo. L’oggetto speculativo in-esiste se non nelle apparenze, che attorniano il prodursi di sensazioni cosi condotte attraverso un infondato nulla interno/esterno. L’esterno è l’intento ritornante che soggioga quello che è la sensazione nel flusso ottico del terreno che diviene a Me, in una distruzione, entro distruzione, che sradica il processo nel fissare un oggettività delle storia e del mondo, annullandosi dentro/entro l’infinità che Mi specchia.

Fondamentale annullarsi delle parti, parti assoggettate al particolare tra esse, induzione e deduzione di un tipo modello che si esprime in un senso – non senso, oggettivato, che viene eroso infinitamente nel nulla nientificante, oggetto non-oggetto, inesistente, spira nello specifico interesse egocentrico, annullato dall’inizio e dalla fine, senza fine iniziale e un iniziale che finisce dentro un contenitore ripieno di obiettività totale, falsa e vera, nel modello di appartenenza assoluta.

L’Interno/Esterno, non esiste, è un bagliore spettrale, allucinazioni e abbagli, colpisce l’infinità degli specchi, che si pongono come assiomi e come punti-pulviscolo latente che dissimula una verità data da un presupposto che sia reale- e si attaccano al bordo immaginato di Me stesso, speculando sulla rivalità tra una parte e l’altra, parti che sono mere illusioni, soggettività formale in un indicazione che l’immagine è vera e contiene le parti cosali, che Io immagino, e da cui mi specchio infrangendo il nucleo fondativo di una domanda data a un perché.

Il Perché? Non esiste:eventuale punto assiomatico nella Mia fortezza Egoistica, dove il “che” è aggrappato al finito “per”, che infinitamente: spezzandosi e riducendosi al nulla del niente, in una nientificazione in-esistente.

Il Terrorismo Nichilista, è il sangue del Mio sangue, ma non è un ideale, un ideologia, una religione, un verità fondante qualcosa di vero, un agire con uno scopo finalistico, è non riduce il tutto a precise parole di antagonismo verbale.

Il Terrorismo Nichilista è il sangue che fluisce irreale in un circolo infinito di costruzione e distruzione, nella Mia fortezza:attacca il bordo/sostanza che è margine in un entro/dentro, creato illusoriamente, e sprona il Mio Ego a specchiarmi, e rispecchiarmi, a determinare quello che l’istante distruttivo spronerà a spezzare e frammentare nella definizione circoscritta di input latenti.

Il Terrorismo Nichilista è l’attacco annientate alla verità, perché il Mio Ego vuole respirare a lungo e specchiarsi per Apparire in tutta la Propria Egoicità.

L’Attacco che Terrorizza Nichilisticamente, vuole mangiare altri ego, ridurli a niente, nel niente di un nulla, che è sospinto, in un vuoto egoisticamente a Me appartenente.

Io Voglio Distruggere e precipitarli-gli ego assoluti in un vuoto assoluto, gli ego morali in un vuoto morale.

L’Attacco distruttivo porta nutrimento falsificato di una realtà vera, al Mio Ego, ed è per questo che colpisco, quello che nell’infinità degli specchi, sono punti di assioma.

I punti di assioma dimorano nel Mio illusorio bordo, che è margine e limite, che arrivano e vengono posizionati, che sono per questo limite del respirare, ed è per questo, che il flusso continuo e infinito, viene ridotto, da questi punti assiomatici, non perché appartengono a qualcun altro, ma al mio dipendere illusoriamente da essi nell’in-esistenza.

Essi- non esistono, se non nel circolo infinito degli effetti illusori della Mia Fortezza, dove si stagliano non fermi e immobili, ma moventi attorno all’illimitatezza di un immane grandezza di spettri e ombre che vogliono cibarsi di quello che creo/distruggo, illudendomi in questo modo che Io possa averli creati. Li creo perché mi illudo che sono loro, ponendo un margine nel bordo dell’allucinazione.

Il Nichilismo colpisce Terroristicamente perché nella mia in-esistenza, avverto che il flusso ininterrotto di godimento, possa fermarsi, pur non sapendo perché questo avviene, definizione- punti di assioma:punti fermi, informi e formati da me stesso e dagli specchi in cui l’illusione si vede, guarda, percepisce, qualcosa che la frena, questo qualcosa è senza forma, senza bordo, ma crea un bordo apparente che sia cosi.

Io Attacco Terroristicamente come Nichilista, perché voglio distruggere questa apparenza, nella mia in-esistenza, e voglio distruggere i punti assiomatici, che pur essendo illusori, li creo in una schizofrenia folle.

Quindi se il nemico, lo creo Io, perché cercarne uno, fuori dalla mia in-esistenza?

Perché l’esistenza è l’entro/dentro la Mia in-esistenza, creo/distruggo infinitamente.

Il nemico è quello che creo, perché voglio dimorare e godere nella Mia fortezza, ed è per questo che non-creo un nemico, ma il nemico è a Me creato, non si basa su un “perché”, ma sul circolo continuo di input latenti, che tornano a voler dimorare in un ritorno continuo di falsità e verità, infinite come gli specchi -che vedono Me immensamente.

Falsità e verità in-esistono nel momento in cui creo/distruggo, perché sono riflessi degli specchi, che mi pongono davanti a un quesito senza nessuna risposta, sono riflessi di Me stesso, ed è per questo, che illudendomi, li creo, uccidendoli, li mangio, per inglobarli e falsificare -senza falsità- la storia che mi si presenta davanti:erro entro esso.

La morale è falsificare qualcosa che non esiste, ed è per questo che se colpisco con l’Attentato, qualcosa che è ritenuto vero, sto colpendo qualcosa che non esiste, sto colpendo la morale, che è l’immagine che mi si presenta entro, vedo questi segnali, impressi e sento che non esistono, che inglobo e voglio mangiare, e quindi colpisco Terroristicamente, ma non perché il Terrorismo è un metodo, ma perché è sangue e flusso infinito che mi specchia e mi fa godere. Il Terrorismo Nichilista non è la ricerca di un finalismo, ma è un agire-amorale, verso il punto assiomatico che nella mia illusione sento possa fermare questo godimento. Il godimento è lo specchiarmi infinitamente, non vedo l’oggetto come qualcosa che esiste, ma riducendolo a sensazione che diviene nulla, nel momento in cui esplode un ordigno e implode la verità- e la morale- tutto questo si nientifica. L’Amoralità è flusso nel sangue- follia entro schizzi di irrealtà.

L’Attacco Terrorista Nichilista, che colpisce con un ordigno davanti a una parrocchia – architettura della morale umana- fa esplodere magicamente i sentimenti del circostante, circostante che vive dentro la Mia Fortezza e che Io illusoriamente vedo come assioma, ed è per questo che intuisco qualcosa che ferma il flusso continuo di godimento nello specchiarmi; questo circostante- l’entro me- crea una falsificazione di un illusione che magicamente diviene Mia illusione, ed è per questo, che sento le Vette dell’EgoArca, che si stagliano nel Mondo a Me creato, arrivarmi addosso; lo sento, ma non vedo la cosa, lo percepisco, ma non lo concepisco, lo assoggetto ma non ne vedo un oggetto con dei soggetti attorno all’intorno. Non esiste un contorno che esiste al di fuori della Mia Fortezza.

L’Attacco Terroristico e Nichilista esprime la percezione come assioma, e l’ordigno è l’esplodere del Mio Ego dentro la Fortezza, ma è anche l’esplodere quello che la definizione-morale,falsifica: esiste un soggetto colpito moralmente/oggettivamente, ne subisce le conseguenze, diviene una persona che entra in un diritto umano- assoluto concatenante il ritorno effettivo del concreto immanente.

Io non ne vedo che un apparenza tra le apparenze falsamente vere degli specchi infiniti.

L’Attacco Terroristico colpisce, attacca gli specchi del Mio Ego, che illusoriamente è l’esterno che è il suo interno, ma li svalorizza, non definendoli, sentendoli come la stessa ragione, che ricade come punto assiomatico dentro la Mia fortezza, ed è per questo, che Devo Annientarlo, perché imprime, una falsificazione umana e morale della mia in-esistenza.

L’Illusione è apparenza allusiva che gli specchi in un circolo continuo creano e distruggono infinitamente.

La “ragione che dice no”, non esiste, come elemento morale, ma in-esiste come punto assiomatico dentro Me.

Colpendo Nichilisticamente e Terroristicamente con un pacco-bomba, in mezzo a una strada dal nome antico, distruggo l’idea falsa che la morale esista nella realtà che si considera vera. Voglio nientificare questa certa illusione che sia vera.

Il Terroristico pacco-bomba- non è deposto idealmente, è Caos che sta creando e distruggendo, che dentro di esso, sta crescendo e sta implodendo, sta sradicando millenni illusori di storia morale, sta falsificando quello che è falsamente vero, lo sta annientando, il terreno attorno al pacco-bomba, si nutre di questa falsificazione e illusione, della storia e delle verità, della morale, che crea un determinato caso, dove si pensa e oggettifica qualcosa, che è anche un modo per vivere, nell’illusione che sia tutto vero.

Il pacco-bomba che oltrepassa e affonda il limite dell’ordine umano, crea/distrugge, trascina la morale, e la falsa verità, sprofondando, verso il nulla nientificato, che entra dentro Me stesso, e si nutre delle condizioni della vitalità falsificata dell’uomo e della sua storia, dell’architettura di questo pensare e il decidere che sia per vero.

Il pacco-bomba che colpisce Terroristicamente e Nichilisticamente, colpisce il vero dentro il falso, il falso che è vero, che compone l’oggetto di una cosa, e gli da il suo marchio di falsificazione, e illude in un moto totalizzante, nel tempo determinato, di un luogo circoscritto.

Distruggere l’idea che un pacco-bomba sia messo per un motivo idealista? L’idealista che crea la sua illusione, la crea entro il termine morale, e definito, dove sospende il giudizio e oggettifica il tal atto, perché gli da -e lo riveste- un involucro di certezza, vero nel falso della storia raccontata e decisa dalla verità della morale.

L’idealista che colpisce è un moralista all’ennesima debolezza, cerca quello che è il sommo capo di un male, che nella realtà non esiste, e nella verità è un non-oggetto.

Questo attacco idealista, entro -dentro la Mia fortezza, vive tra i riflessi degli specchi, e cosi crea quell’input latente, che è il punto assiomatico che non mi fa respirare a lungo- godere infinitamente.

Colpire con il Terrorismo Nichilista, creando sgomento, perdita di certezza, ritorna a essere il non-essere, che si staglia dentro la Mia Fortezza, dove sensazioni e prevaricazione sono il centro che gravita e che si espande, attirando a se, nel Mio se, le forme provate dell’esistenza che in-esistono, e la distruzione del fuoco e l’esplosione di un ordigno esplosivo, abbattono l’attimo e l’istante della certezza che diviene incertezza e si espande, infinitamente volte, per poi estinguersi nel niente del niente nientficato.

Colpire Terroristicamente espande l’illusorio mondo reale che diviene dentro Me, e si spinge e respinge, compromettendo il desiderio dello specchiarmi, provando a forzare il senso date alle cose, che sono non-cose nella concretezza che qualcosa esista, e mentre affondo nella visione allucinante, ne vedo l’ombra deformata, che si aggira tra le ombre della Mia fortezza, che infinitamente volte nasce e muore, non rinasce, esiste e sussiste nell’in-esistenza.

Il Terrorismo Nichilista, non è forma provata o antagonismo verbale, non è azione conclusiva, ma è l’in-esistenza dell’EgoArca, che vuole scalare le vette senza fondo, e distruggere quello che preme per farmi esistere, per convogliare questo assioma, dentro il fondo abissale, e farlo eticamente rinascere; illusione è il credere che l’agire abbia un senso provato nella storia; voglio specchiarmi, voglio godere, infinitamente volte, sentendo nel sangue il fluire e defluire di quello che definisco “Terrorismo Nichilista”;Volontà della Mia Fortezza che si accresce:colpire con gli strumenti del limite che creo,distruggere-allucinazione di aver distrutto definitivamente, dove la distruzione è il pulviscolo infinitesimale che vuole corrodere quello che è il mio godimento;attacco la considerazione dell’umano-assioma.

L’Unico esclude ogni pluralità.

L’EgoArca è illimitatamente estensione della Mia potenza, distruzione dell’altrui vanità, per cibarmi nell’in-esistenza di quello che è flusso e riflusso, che entra/entro ed esterna il suo interno- profondo ed enorme abisso dell’oceano egoistico.

L’EgoArca è l’Estremo degli Estremi, vasta distruzione dell’assoluto nel nulla- intero integro assiomatico. Questo oceano sterminato, che non ha limite, indiscriminato e profondo, che consuma e logora, in un smisurato sterminare di ego.

È la guerra! Voglio la guerra Estremistica contro l’estremo dell’altrui vanità!

Ci sono due Estremi che vogliono distruggersi, il Mio e l’altrui. Non ci sono molteplicità, non ci sono definizioni, non sicurezze, ne Io con lui, ne lui con Me. La quantità degli enti che si definiscono, interpretano una raffigurazione modulare del mondo, lo rendono ottimale, didascalico, lo rendo per vero. Esiste questo mondo vero? No, in-esiste dentro l’entro/dentro nel Mondo a Me creato.

L’assorbire dei punti assiomatici dentro la Mia fortezza Egoica, si vogliono espandere, perché il limite che portano deturpano l’immagine dell’egocentrico errare della sperimentazione.

Questi non-enti sono il controllo del mondo che è interno/esterno nel circolo vizioso del ritornare dell’input latente:influiscono sul Mio Ego, lo vogliono delimitare, mentre ridiventa il moto ininterrotto che si sottrae al riflesso specchiato del desiderio di Guerra.

Chi sono-cos’è l’altrui vanità? Essenziale potenza del desiderio di mangiare e cibarmi dei punti assiomatici che si stagliano e vogliono collegare e intessere un alleanza perfetta tra e il Mio limite egoistico.

L’Abnorme desiderio e flusso di distruzione connette sensazioni nell’ottica degli specchi ritornati che esternano dentro Me; l’unificazione della comprensione di qualcosa che non esiste, che non ha appiglio, che dimora entro/erro e aspira e assorbe le comparazioni.

Il paragonare, il comprendere, l’unificare, il capire, il pareggiare, sono flussi incontenibili dentro i punti di assioma e vogliono mangiare e ridurre lo spazio oceanico del Mio Ego, riflettere gli specchi, e rendere mutevole il cibo di cui mi nutro.

Voglio la Guerra, perché voglio espandermi e eliminare, cibarmi di questi ego, che sono assioma e verità affermata attraverso la verità degli specchi e del nucleo profondo della realtà.

Immane flusso instabile e interminabile, nella piena Nichilistica che distrugge tutti gli argini che sono analoghi e si accomunano tra loro, identici, partecipando al fondersi dello spettro ritornante, che vuole eludere, sistemare, dirigere, in un assoluto della verità fondamentale. Tutto quello che è pari, irrita il Mio Ego, che si specchia e nota in un angolo remoto dell’in-esistenza, e vede l’opaco di questi spettri, angolari e mordaci, stimoli accumulanti e disgreganti, nella supposizione in uno sconfinato Mondo a Me dato, che si estende infinitamente in un oceano egocentrico e Unico.

L’unificare vuole rendere identici questi spettri che sono stimoli irreali in un realtà inesistente, che emergono, si espongono, pungolano, rendono vero quello che è assioma, sono punti incorporati in una relazione di unità.

L’Immenso Ego-Fortezza che si estende infinitamente in un estesa e incondizionata forza di annichilimento del flusso che mi blocca, che vuole rendermi intero e congruo alla realtà che è dentro il Mondo a Me creato. Creazione/Distruzione, ambiziosa follia Egocentristica, che si dispiega e non arretra al falso “sistema della conoscenza”; sistema-accomunare e inserire un riferimento vero nel mondo reale, assunzione dell’unificazione dove si aggiunge un pezzo di realtà dopo l’altra aggiunta,che è complementare al costrutto morale -innalzato al rispondere di una domanda che afferma il vero, che è vero solo se si pone il reale in uno schema di assunzione di verità.

Ambisco e anelo alla Guerra indiscriminata contro gli spettri dell’unità dei punti assiomatici!

La Mia Guerra schizofrenica/indiscriminata si estende e si muove ininterrotta nella Fortezza, dove infiniti abbagli di realtà presunta, mi attaccano e vogliono attaccare, vogliono la deposizione della potenza egocentrica che distrugge l’universo, questi punti di assiomatica verità, contengono l’embrione-la causa primaria, del fallace errare di spiriti del tutto e dell’unità dei valori umani.

La Guerra indiscriminata si accresce ogni attimo e nell’istante che si nutre del riflesso di questi spettri, che sono immagini onniscienti della Mia fortezza, e detengono una verità, che non riconosco ma che mi assilla: sei te, cosa vuoi da te, puoi essere te, se non sei te?

L’oceano immenso Egoistico vuole travolgere con la potenza indiscriminata tutto quello che è il tutto,è presente, è violenza annichilente, folle e allucinante paradosso dei paradossi irreali: attacca, distrugge, attenta ai punti assiomatici, che detengono il nucleo della verità dentro la Mia fortezza.

Attenta la verità, reale induzione a credere che sia vero, e assassina questi punti di assioma, che sono un indivisibile struttura con al centro l’uomo-unità.

L’esistenza e l’in-esistenza esiste dentro la Fortezza del Sublime Egocentrismo.

L’uomo e la società-Mie creazioni, contrasti che sono il limite e il punto assiomatico, come il linguaggio è il limite che ho creato nella fortezza dell’egoista sublime: Io.

Il nemico non è l’uomo ma la verità insita nel nucleo fondativo di quello che si definisce “uomo”.

Uomo come valore inesistente.

L’uomo e la società che attacco- è il paradosso dei paradossi irreali, che divengono dentro la Mia fortezza, punti e pulviscoli di attenzione ipotetica, sono la congruenza dell’armonia del mondo a Me creato; non controllo- niente-nulla; e gli specchi ritornano nel loro flusso interminabile, ipotesi nelle ipotesi che il presupposto sia per vero.

Avverto, rifluendo nel fluire nel mondo a Me creato, e sperimento l’assassino errare del potere egocentrico che vuole indiscriminatamente annientare: attacco l’uomo e i suoi segnali etico-giuridici, perché vogliono creare la copia dello specchiarmi, dove sono sempre Io- dentro Mille supposizioni di infinito errare. L’uomo e i segnali etico-giuridici che sono in Me, e che detengono il limite creato, sono la struttura fondamento dell’unità dei punti assiomatici.

I punti assiomatici sono il filtrare e scorrere della supposizione definita nel limite “uomo”: nell’attimo-attacco, distruggo infinitamente questa supposizione, ogni volta che torna e ridiventa il riflesso dello specchio e del punto assiomatico, ritorna a essere infinitamente un unità e il centro dell’essere-ente.

L’essere è una presunzione nel mondo a Me creato dove in-esistono non-enti.

Il non-ente è un ente e essere ritornante che si posiziona ipoteticamente dentro la fortezza a Me creata: il non-ente è un ente che è l’uomo e la società che sono limiti che creo, perché il mio attacco indiscriminato:che è indiscriminato perché non riconosce una realtà vera: attaccando li ricrea e li distrugge; il continuo fluire ininterrotto non ha una fine ne un inizio.

L’ente è un non-ente dove un elemento combacia caduco con un altro, è una copia che copia un altro ente, che è un non-ente, che ricopia un ente che diviene non-ente, e lo ricopia allo stesso modo e con lo stesso elemento, e dove il tutto è l’essere unità-struttura fondamento,figura retorica- presunto equilibrio che distrugge un infinito errare nella Mia fortezza dove si dispiega un immenso Caos erratico.

Il non-ente è l’ente sostanza che è l’unità dell’uomo-società in una formula che costituisce la figura e l’impalcatura del pulviscolo assiomatico in un alleanza di spettri, che divergono per poi convergere, e divengono non conversi. L’inesistenza e l’apparente incorporano l’ente che è un non-ente che risponde al flusso ininterrotto della fortezza a Me creata, e si staglia in un riflesso specchiale, che aggrega l’unità uomo-società, dove fonda e accoglie il valore del valore del dar per vero, riunendo più assiomi in un nucleo assiomatico, perché si presenta come la verità che raggruppa più dati e fatti dati per veri. Il vero della vera realtà si introietta nel riflettere degli specchi e tenta di ridurre lo schizofrenico errare del Mio egocentrismo.

La Guerra indiscriminata EgoArca attacca l’uomo-società, perché è l’assioma di realtà ipotizzata nel rifluire infinito della Fortezza a Me creata:crea/distrugge, sterminando il ritorno dell’effetto dell’ente nel non-ente,e mangia falsificando il falso, per divenire vero e fluire e defluire in un immenso oceano di Caos erratico.

Caos erratico che vuole inglobare il bello e il brutto, il vero e il falso, la forza e la debolezza, creando e distruggendo, in una forza sterminatrice dove i punti assiomatici contengono l’esistenza che si pensa possa essere provata, centro e periferia di qualcosa che non esiste, e anche se si afferma che è qualcosa, non esiste-niente, nulla, di nulla, niente.

La Guerra indiscriminata verso la realtà data per vera, e la realtà indotta dal reale, specchia il desiderio di potenziamento verso la distruzione della potenza che mi da la sua fragilità per estendere il Mio potere, che infinito vagabonda in un abissale e immenso EgoArca.

La Mia Guerra indiscriminata che attacca con l’esplosivo, non sta attaccando il vero di quello che si presuppone possa esserlo, ma si sta cibando del pulviscolo inesistente dentro la fortezza a Me creata. Il creare è distruzione per creare infinitamente distruzione.

Colpendo l’uomo e la società etico-giuridica colpisco la copia di questa sensazione, dove accordo e sentimento sono strutture consone all’imposto assioma di verità che si da per vero.

Un incendio Indiscriminato contro un oggetto, colpisce il valore e l’unità di quello che vuole definirsi dentro la fortezza a Me creata; l’oggetto è il non-ente che diviene falsamente ente, nella verità di un implicazione, dove la visione di una formazione struttura, in-esiste; il bruciare dell’unicità dell’oggetto in-oggettivo, si disintegra nel presupposto, e nella convergenza del limite che creo, dove l’oggetto che sta bruciando, fa esplodere e implodere la mia totalità e presupposizione del limite creato e distrutto.

Quello che incendio Indiscriminatamente è in-oggettivo, è un ritornare di sensazioni irreali che mi pongono come centro e periferia, dove il centro sono Io, e la periferia sono gli specchi che specchiano. Incendio indiscriminatamente il presupposto, che diviene oggetto in-oggettivo dentro la fortezza a Me creata. Sono sempre Io a creare/distruggere e irrealmente ad annientare creando il limite che devo incendiare per estendere infinitamente l’infinità del godimento ego-centristico.

Incendiare e distruggere Indiscriminatamente il reale- che è presupposizione e falsificazione del vero, che è unità e termine di indivisibilità; annichilire l’assioma che vuole copiare la Mia Unicità egocentrica; incendiare per espandere l’immensa distesa sterminata senza meta ne condizioni e limiti, in uno sterminio dei valori dati per veri; sensazioni e flusso rifluente, che vogliono spezzare lo smisurato potere di distruzione di quella che so essere definita tangibilità.

Aggirarsi nel Mondo del mondo a Me creato, fluire nel circolo delle ipotesi, dove l’uomo e la società sono il collegamento di una parte sull’altra parte, connessione e intrusione nelle infinità specchiali, dove l’unità converge e si accomuna al dato di fatto, alla cosa, al pensiero reale, e annette corrispondenze di assiomi, inesistenti, ma che vivono come relazioni di paragone; paragone e paradosso dei paradossi senza senso, incorporano il vero.

Nell’attimo distruttivo dell’EgoArca- mi aggiro nelle strade e le arterie di una metropoli, quando entro/erro nel regno a Me creato, in questo mondo di congetture allucinanti, divengo il tutto che crea/distrugge e che fluisce e torna a dominare; quando la superficie di quello che definisco suppostamente “metropoli”, mi aggira, entro nel limite, e riarma il pulviscolo dei punti assiomatici, che contengono il nucleo sconfinato del tutto nel niente nientificato, come interezza da armonia alla struttura che delimita il Mio mondo dal mangiare il mondo esteriormente interiore. Sono Io che creo l’esteriorità, la concrezione di questo esteso-esteriore/estrinseco.

Nell’attimo distruttivo e Annichilente aggiro l’allucinazione fintamente verbale e visiva della metropoli, ne vedo il regno del vero e del falso, ne sento e percepisco l’odore di elemento costitutivo del margine che ritorna a premermi, e questo pezzo di allucinazione, prova a sfondare la porta della Mia fortezza in-esistente.

Creazione e Distruzione fondono il multiforme abbaglio in una visione schizofrenica.

L’esistenza che Creo/Distruggo in un allucinazione della metropoli, crea quel fondersi di congettura e spettri che si diluiscono con il mio sguardo e la vista distorta: distorsione che erode questo margine e lo vuole mangiare, vuole inghiottire l’architettura di un mondo illusorio inerte in un mondo illusorio, inerte in un mondo illusorio nell’infinità degli specchi.

L’odio indiscriminato, la maledizione di essere un dio.

L’EgoArca è Misantropicamente indiscriminato: non riconosco il valore dato alla società e l’uomo- input etico/giuridici immanenti e illusori- illusione che trasforma e si radica come sensazione e circolo continuo di ipotesi.

L’Odio Misantropico è Antropofagia irreale-mangia e ingurgita gli spettri che si stagliano apparenti in un continuo fluire e rifluire degli specchi- che auto-distruggono ogni precetto di disillusione. Questo circoscritto input che definisco “uomo”, non esiste, se non impressione del senso che aggira la mia potenza distruttiva e Nichilistica, vuole mangiarne l’autorità di sradicamento dell’armonia e dell’architettura di quello che è entro me- il mondo reale. Il valore reale è mondo reale- entro me; il mondo è vero-entro me:reale e veridico- realtà e realizzazione di qualcosa che in-esiste;entro me.

L’Abisso del mondo a Me creato ingolla il reale in me- che implode e esplode in circolo continuo- diviene sterminato e si estende in un assoluto e profondo infinito di potere di distruzione che emerge e si amplifica- rende insensibile quello che il linguaggio falsifico dice essere per vero.

Il linguaggio è un artefatto dell’uomo, è una disillusione e simulazione dell’in-esistenza del mondo vero nel mondo falso, che si completa in un attimo irremovibile e assoluto, essendo niente e nulla, circoscrive quello che è immenso, e adora l’effetto implodente del suo significato simbolico.

L’erompere degli spettri che si vogliono specchiare nel mondo a Me creato- simboleggiano la finzione che percepisco come traduzione verbale di un oggetto in-oggettivo. Spettri –umanità, che recitano qualcosa che non è vero, ma è falso nella verità che è dissimulata. Mimetizzano il latente input che vogliono creare e inoltrarmi.

La Misantropia Attiva Estrema è la sensazione in-esistente di potenza distruttiva e vede nel linguaggio dell’uomo –il nemico apparente che apprendo ogni qual volta mi specchio. Specchiandomi-vedo l’esteriorità del configurare e rappresentare uno spettro maleodorante, che preme e spinge per insinuarsi nella fortezza ego-centristica.

Il nemico non è l’uomo ma la rappresentazione fatta di spettri che divengono circolo e flusso instabile e vogliono mangiare e cibarsi della potenza distruttiva della Misantropia che Attiva e Distruttiva, travolge come un fiume in piena gli argini delimitati e circoscritti che sono il valutabile e parziale comporre di armonia verbale.

L’armonia verbale è il presupposto del limite del mondo, che è limite della fortezza dove dimoro per avanzare e sterminare gli spettri immanenti che condizionano il fluire di godimento della Mia Potenza. Sono potenza della potenza che si accrescere e estingue il circoscritto entro/erro nella profonda e esclusiva-irreale fortezza. Sono Distruzione e costruzione che si distrugge e abbatte l’intenzione degli spettri che vogliono mangiare la sperimentazione Misantropica, che è nugolo di sensazioni e percezioni annichilenti.

Il linguaggio e la parte del discorso-che è parte e tutto- cerca e si insinua per fermare e comporre una costruzione meccanica della visione allucinata che permea e compenetra il Mio Ego, turbato dall’esprimere dei sensi e delle cose con il limite e la propensione a fermarmi. Il linguaggio e l’etica-giuridica: intrusione di spettri nel limite che ho creato, sono il nemico che attanaglia la scossa di adrenalinica sensazione di potere annichilente. Ingollo e distruggo, costruisco e anniento, venero il fuoco dell’odio della Misantropia Nichilistica.

La Misantropia Attiva e Estrema è la sensazione di odio nell’in-esistenza del mondo a Me creato.

L’odio è il Nichilistico avanzare per cibarmi di spettri e potenziare l’energia del potere distruttivo.

L’odio e l’amore non sono distinzione di valori reali, sono flussi in-esistenti fondati dentro il Mio ego.

Odio e amore sono Io.

Ingollo gli spettri-queste rappresentazioni figurate,perché il limite che creo, mi spinge a tracciare un percorso fondato su un immagine nitida e armoniosa di quello che in-esistente vedo.

Traccio senza definizione.

Vedo qualcosa che esiste nell’inesistenza, e vuole confondere e abbacinare: illusioni di allucinazione, inganno e promessa di felicità.

Felicità che è solo il presupposto della determinazione dell’esistenza in-esistente dell’uomo, che come spettro reale, vuole intingere il Me nella realtà vera.

Gli spettri erranti nel vagare del flusso annichilente, vogliono figurare e relazionare un aspetto delle cose con altre cose nello specchiare continuo e infinito. Il limite creato, che creo e distruggo, si insinua sotto le vesti del qualcosa che apparenza e benevolenza, parziale e limitato specchio di illusione.

Illusione è la rappresentazione che il limite che creo:il produrre suoni di armonia immergono il potere distruttivo egocentrico, in un limitato e angusto esprimere di valore, nella quantificazione e nel produrre di eco. Ogni suono verbale è mimica in-esistente, che produce un rumore di fondo, che percepisco, come valore reale. Il valore reale è il contorno e il bordo del ritornare dell’effetto controllabile della disarmonia. Armonia e disarmonia si assoggettano ed esprimono l’attrazione per il tutto, costituito e ricostruito dall’impressione degli spettri che detengono la verità. La verità concentra e aggrega la sua descrizione su una realtà che ritorna verità della veridicità del nulla nientificato.

Il linguaggio è un eco di illusione e apparenze allucinanti. Il linguaggio è un eco che inizia dove il circolo continuo di spettri avanza- e riemerge eco che rende allucinazione il produrre di suoni che chiamo “linguaggio”. Linguaggio e appartenenza in-esistono nella realtà irreale.

Esprimo illusione e allucinazione- nel mondo a Me creato.

Concentrazione e aggregazione insieme della descrizione che la realtà entro me esista veramente: gli specchi avvertono quello che vedo Io, ma Io vedo quello che lo spettro sta portando a verità, e lo stimolo di deduzione si fa per vero, in un in-esistenza falsificata. Io e lo spettro: Io.

In un immensità di illusioni e sperimentazione-Io Misantropo Attivo e Estremo, cerco il nemico antagonista che è cinismo dell’ego portato all’ennesima potenza. L’insensibilità, flusso ininterrotto di sensazione amorale, mi detiene e mi porta in giro per le metropoli, pregne di umani, che respirano l’aria della dissoluzione. Sono dissoluzione immanente, sono quantità di spettri che premono per distruggermi, sono gli specchi che vedono gli spettri, che vogliono armonizzare la disarmonia allucinante di una potenza distruttiva.

Il respirare tormentato, è afflitto da questi punti assiomatici, circoscritti nell’inesistenza: verità, realtà, sostanza, forma, luogo, oggetto, soggetto.

Percepisco e asserisco quello che in-esiste, ma sento e ho la sensazione infinita che questi spettri ritornino continuamente, privandomi di un lungo e Egoistico respiro per la Distruzione dell’universo.

La sperimentazione Misantropa diviene Attiva, quando il respiro allucinatorio, fortifica gli specchi della Mia illusione. La Mia illusione, percepisce il flusso inospitale di una figura nella dimora dell’implosione del mondo. La sperimentazione circola nel sangue della potenza distruttiva, ed Estrema, quando distrugge se stessa, e mangia infiniti punti assiomatici.

Il Misantropo- sensazione senza deduzione- che è in Me, cerca l’Estremo degli Estremi, è una ricerca di vanità utopica, che crea/distruggendo distorsione, disgregazione del margine interpretato come niente e nulla.

Niente e nulla, sono l’esplorare le dimore assonanti dell’uomo e della società, nella ricerca del nutrimento, per dissolvere lo spettro dell’armonia, che imprima segni di vanifica realtà vera.

Il Perentorio annientare è la ricerca del nutrimento per elevarmi nel mondo a Me creato, per distruggere che l’ipotesi sia per vera, il cibarmi delle sensazioni, diviene l’eradicare dell’armonia che non è più disarmonia, ma è un erratico specchiarmi infinitamente.

Nelle strade delle oscure e intangibili metropoli composta da umani/prospettiva e indotte da ipotetici segnali etico-giuridici, vago ricercando l’in-esistenza entro me nell’inesistenza frammentata.

L’umano e la società-prospettiva egocentrica: Odio perché amo Me e Mi odio perché amo quello che avverto. L’odio non è un sentimento umano, è flusso della vita/morte illusoria che scorre nelle vene del mondo a Me creato; distrugge la parzialità e la circoscrizione del limite che plasmo e che distruggo infinitamente in un movimento circolare: che non ha inizio ne fine: è pieno e pregno di distruzione, che errante si muove tra le strade della moltitudine nelle metropoli. Metropoli, che è lo sguardo prospettico e Nichilistico di un apparizione, senza angolatura e geometria alcuna, influssi oppressivi di un enorme labirinto di spettri, dove l’indeterminazione è verità profonda.

Questo labirinto di spettri-Mi porta ad attraversare questa moltitudine di sensazioni e presentimenti, calpesto i segnali etico-giuridici, in un moto inespressivo. L’insignificante intuizione odia, dove gli spettri vogliono rifuggire dalla Mia immensa potenza di distruzione.

Nella sperimentazione egoistica e irreale, calpesto i pezzi di materia vera e falsa, le metropoli sono il terreno di Guerra, dove la Misantropia e Attiva ed Estrema;istante e momento; ricerca del nemico, che non è un nemico nella verità che sia reale, ma è nemico in un flusso immane e falsificato dal reale.

Amore per Me stesso: per questo colpisco gli input e le sensazioni entro me- dove quello che vedo, è il riflesso dell’abisso che fluisce in un solco profondo e attorniato di spettri.

Amore e odio-odio amore, per distruggere il riflesso rifluente, che lega e depreca il godimento narcisistico del Distruttore dell’universo.

Colpendo Terroristicamente i segnali etico-giuridici, che sono riverberi,abomini dell’assoluto, acredine dell’unico egoistico. Colpendo indiscriminatamente per aprire un solco spregiativo nel fuoco della Fortezza Solipsistica.

Il Misantropico incidere Distruttivo-schizofrenia sublime.

Sono la mia stessa entità, il mio stesso enigma
Sono il creatore del mio stesso piano universale


Fanatico e convulso Distruttore dell’universo

Contorcimento accentratore spastico-rivolgersi al nulla del nulla nientificato

Inesistente dissipare di un irrefrenabile rigurgito di Potere egoistico:

Desiderio assurdo dove l’eco dei riverberi dell’ego mi annientano in discordanza.

Allucinazione ossessiva dell’esplodere di infiniti ego che riemergono come Io ego

Smodata compulsione ossessionata dal riverbero degli specchi che espandono la loro cacofonia mortale:

Metafora traslata di paradosso in paradosso nell’errore parallelo al convogliare di spettri.

Corrispondenza tra lo spasmo e convulsione di eradicazione del verbo uomo -fanatismo Estremistico che travolge e distrugge la struttura didascalica delle mie sensazioni:

Sensazioni dopo percezione contraddicente il movimento simmetrico e proporzionato alle Mie convulsioni latenti che occultano il potenziale di annichilimento.

Dissolvimento dissociativo- alterazione della figura retorica che lega e spinge per la disintegrazione

Niente e nulla uniscono e si scindono, isolando il dividente dello spettro che si unisce in un turbinio devastante di ipotesi:

Idea e possibilità-arcano peregrinare di risoluzioni illusorie- disfacimento del logico predisporsi di idea.

Possibile e proponibile si incontrano e si auto-cibano, sfamando l’armonia pacifica dell’esistenza in-esistenza

Erro entro erro me:entro erro me:entro erro divengo in-esistente…

La Mia fortezza Solipsistica perfeziona un limite che si esaurisce-assorbe e consuma l’errare che è l’entro della realtà creata e distrutta;articolare di sensazioni alterate dall’esplosione dell’universo.

Parallelo come parallelo, comparazione e addizione che implode e si isola in un moto perpetuo.

Individuo-Ego impetuoso vortice di distruzione, spirale che attinge dai presupposti della categoria:uomo…

Accentratore Ego che ingurgita la sistematica coerenza e la ragionevole verità.

Nell’immensa e purulente metropoli, aggirarsi di spettri in una convergenza di reale e irreale, dentro la mia realtà;Sono il sogno, che distrugge e scorpora include ed esclude, diverge e converge: riflesso deformato della tangibilità distorta.

Vado alla Guerra irreale contro la realtà e irresistibile sprono il vortice del potere che si amplia e si deterge nel sangue in disfacimento della società.

Disputa convulsa che muove il valore e le categorie, le stritola e le annienta, non vede il nulla e percepisce il niente, sfonda il muro della storia e delle cose, per divenire Io.

Sono il Maestro del Caos distruttivo, sono Io e sono il tutto, dissocio la completa analogia del presupposto reale. Tensione bellica, che è conflitto e altera l’equilibrio costante che:segue costante che:ripete infinitamente l’annichilimento della sensibilità.

Ripetizione replica della realtà: Il mondo a Me creato, sente, percepisce, avverte utopicamente, il lemma della storia dell’uomo e dei segnali etico-giuridici.

La vita terrena, sensazione non deduzione, è il fallimento dell’aporia del rilevarsi il parafrasare e reiterare l’assioma entro Me entro/erro.

Gli specchi rilucenti sono ripetizione e reiterazione di un sogno che espone e attraversa-racconta in un circolo perpetuo il celebrare ipotetico, che sbatte e si incurva nell’aneddoto della storia dell’uomo.

Non celebro la caduta dell’uomo, evoco la distruzione delle ipotesi che esista l’uomo…

La storia dell’uomo, il racconto utopico e irreale della società etico-giuridica, morbosamente attrae e deturpa un contesto di apparizioni, logora per consumare, sfibra per distruggere, languisce in un desiderio di distruzione e deviazione, è la conflagrazione e l’esplosione del conflitto.

Sogno utopico che attrae il fanatico interporsi di sensazioni irreali, che si estinguono entro/erro Me, trascinano il vortice di deduzioni e abbacinano-illudono che qualcosa sia veramente vero.

Invoco l’allucinazione senza corpo esperente, anomalo e fallacia sono la stessa circostanza, circuito e desolazione del confine, paragone curvo che divaga in un esasperante apparizione di spettri. Esigo questo apparire, senza chiedermi un perché, inoculo il sostrato della creazione di qualcosa che non è essere o ente.

Scinde si disperde-annichilisce isola e divide- lega e unifica:corrompe argina e si discosta-diverge profondo e sovrano del tutto. Supremo principio del non-ente, fittizio con il concreto e l’autentico pulsare di verità. Concrezione di un corpo immaginifico, esistente dove l’in-esistere sussiste, profluvio di input latenti, che emergono e si trascinano in un vortice di implosione e intenso moto perpetuo.

Respinge e dissemina punti assiomatici, conduce il discostarsi di allocuzioni. Rimanda e ritorna, acuisce e disperde, differisce e procrastina l’effetto attraente e eccitante del profluvio di ombre.

Fluttua in un oceano imponente di compensazioni:mastodontico acuirsi di vanità, irreale superbia, che scorpora il concreto dall’incorporeo, utopico e crudo particolare di induzioni falsificate dalla prigione di specchi; abbaglio, conduzione illusoria, dissociazione,diluizione senza ricordo alcuno.

Invasato e alterato Distruttore dell’universo:

Indemoniato spirito di schizofrenia Nichilistica.

Frenesia non vedente-cupo disperdersi della Battaglia egocentrica

Deformazione vorticosa del bruciare annichilente nel convertirsi al niente e nulla nientificato

Guerra, conflitto alla composizione e all’ancorare di verità del fenomeno concreto:

Labile visibile apparenza- irrealismo Terrorizzante impeto e deflagrazione di ombre.

Guerra e conflitto annichilente, Sovrano terrorizzare il valore-uomo…

Crudele e brutale distorsione di specchi, visionario e allucinato Egotista

Il Distruttore dell’universo è un violento sisma e sconvolgimento che schianta e allarga l’unità costitutiva dell’ipotetico ordine etico-giuridico. Accresce e si espande, si amplia in un margine immaginario, che estirpa e fa declinare il ritorno dello spettro nello specchio rifulgente.

Mutamento della dottrina presupposta del valore verità, esilio e trasmigrazione del riferimento valutativo in un anelare di successioni temporali, trascinando e travolgendo gli argini che contengono l’autentico valore veridico.

Distruzione Nichilistica che dilata e allarga la circostanza, il nulla entra ed erra nel niente, che è spirale e si diffonde espandendo l’irreale dentro il reale, che non è realtà, ne fatto vero; specchi infiniti furiosi e impenitenti vanno alla ricerca in-esistente della realtà vera, per cibarsi della categoria uomo, e per ingurgitare pezzi e frammenti di supposizione, deturpando l’armonia determinante una successione che succede a un altra successione, comparazione e similitudine, premono, e spingono; spettri vogliono accadere al fatto, creare un armonia, creare locuzioni di concretezza, diventare cosa e fenomeno.

Distruzione Solipsistica che ingloba, l’artefatto del fondamento-l’accadere, questa utopica illusione di appartenenza.

Accadere-presupposizione di vera verità…

Succedere-congettura di certezza fondata.

Avverarsi-utopica rappresentazione di un fondamento effettivo…

Prodursi-successione che consegue a un altra successione in-esistente:

Concepire-elaborazione speciosa e appariscente in un vago desiderio di autenticità.

Inizio e fine- irreale compimento della realtà nel circoscrivere un vincolo…

L’Attacco Terroristico Nichilista nell’in-esistenza del mondo a Me creato, emerge e trascina il nucleo fondamentale, della successione, distrugge le pareti di compensazione, che lo creano, illusioni nel Mio mondo egoistico: gli specchi riflettono distruggendo una parte entro la parte, l’unità di costituzione della successione a un fatto: l’uomo…

IO NECHAYEVSHCHINA!

SELBST: “NESSUNA DEVOZIONE”

Il fiume della speranza è una bugia
La strada che porta via dall’uscita
Un modo per controllare le emozioni
Sto cercando di separare il mio istinto
La natura terrena dell’uomo
La voce ripete: vivere in catene
Non c’è ripulitura spirituale
La fede non allieva mai, solo la putrefazione
È un segno di debolezza
Ogni fede ha l’istinto dell’avidità
Il rifiuto non è un’opzione
L’unico modo è vivere in catene?
Sii sempre fedele? Putrefazione!
Sono il mio mentore, maestro della mia disgrazia
Sono colpevole
Sono dannoso, sono la piaga
Sono un peccatore senza pentimento
La soluzione è l’estinzione
Non esiste una cura per questo male
Mi rifiuto di essere schiavo di quelli che angariano il mio essere
Lascerò questo mondo
Defecando sulla tua croce
Come hai fatto te
E attenterò la tua immagine e il tuo messaggio
Mostrandoti quanto è insignificante
la tua presenza

L’EMBARGOISMO DELL’ANARCHISMO

Qualunque sia la sua forma, l’anarchismo, il “credo libertario”, è fondamentalmente un brutto sogno che desidera il conflitto politico e cerca la fine dell’intrusione negli interessi individuali e di autoaffermazione nella vita sociale. È una fantasia che, prima o poi, fa appello alla moralità e alla polizia interna della coscienza per reprimere e rinunciare a se stessi “rispettando” gli interessi dell’altro.

Le esortazioni alla moralità, alla coscienza, al diritto e al rispetto nel “credo libertario” tendono a favorire i forti e i potenti sui deboli e gli impotenti, contrariamente alle intenzioni degli anarchici. L’anarchico fa appello alla libertà, alla coscienza e alla moralità come una forma di controllo sociale emarginando i deboli e gli ingenui dalla guerra di ognuno contro tutti.

Il fatto da tenere a mente è che, se uno “dovrebbe” o “non dovrebbe”: le nature forti non lo prendono in considerazione. I potenti permettono al “rispetto per gli interessi altrui” di rimanere l’esclusivo favore dei deboli. La tolleranza che hanno per gli “interessi” degli altri non è “rispetto” ma indifferenza.

L’importanza di promuovere i propri interessi non lascia davvero sufficiente energia per prestare molta attenzione a quelli degli altri. È solo quando gli interessi degli altri si spingono in modo intrusivo attraverso i propri, che l’indifferenza svanisce: perché sono diventati possibili alleati o ostacoli. In questo caso, la fondamentale mancanza di rispetto si definisce rapidamente.

Parte di ciò che consente il dominio o la stratificazione dei ricchi e i poveri, dei potenti e i deboli, è che i ricchi e i potenti sono stati in grado di convincere gli altri a rinunciare a se stessi e ai loro interessi. La storia e la società sono i domini in cui i ricchi e i potenti affermano e soddisfano i loro interessi mentre fanno proselitismo ai poveri e ai deboli riguardo la libertà, i diritti e al rispetto. La storia e la società registrano poco più del “rispetto” dei ricchi e dei potenti per gli interessi dei loro vicini. I ricchi e i potenti riescono perché sono interessati solo all’imposizione dei loro interessi ovunque si concentri il loro capriccio o scopo. “Il loro successo è stato proporzionale alla non-forma dei personaggi con cui hanno avuto immediatamente a che fare”.

Per gli egoisti, il decentramento e il pluralismo della democrazia sono un vantaggio perché la costrizione, l’imposizione di interessi, possono essere esercitati da un numero maggiore di individui. La molteplicità delle leggi non significa l’oppressione dello stato, come Proudhon, Tucker e gli anarchici lamentano; indica invece i canali dettagliati attraverso i quali vengono imposti gli interessi potenzialmente soddisfatti.

È troppo vago dire che la democrazia rappresenta la libertà del popolo: piuttosto si dovrebbe dire che la democrazia rappresenta l’aumento del numero di persone che sono pronte a prendersi delle libertà (cioè persuadere attraverso la violenza personale), con le persone che rifiutano l’assistenza nell’avanzamento degli interessi degli audaci. È l’aumento del numero di coloro che hanno il coraggio e l’ingegno per diventare in modo aperto e inequivocabile i tiranni. Tutti astutamente per istinto lo siamo. Fa parte della tendenza verso l’esplicitezza umana.

In un regime democratico, la libertà “è lo spirito spettrale che i moralisti farebbero portare sempre con sé dai miti nei gilè: interpreta il poliziotto all’interno dell’uomo”. Il “credo libertario” degli anarchici è solo in grado di aiutare a soggiogare i poveri e i deboli, perché quelli che possono governare e dominare comanderanno e regneranno, indipendentemente dalla predicazione dei moralisti. Coloro che non hanno la forza o la volontà di far valere i loro interessi, sposano il “vangelo della libertà” come sostituto del vivere. Coloro che hanno ricchezza e potere lo saranno ancora di più perché agognano a questo. Coloro che hanno meno, avranno ancora meno per lo stesso motivo. Il grido di libertà e il rispetto dei diritti è il “sollevamento della bandiera bianca seguito da un tentativo di rivendicare la vittoria in virtù di esso”.

“Archista” è solo un altro nome per l’individuo. Finché non incontrano la moralità, la chiesa e le dottrine di auto-rinuncia come l’anarchismo, ogni persona intende stabilire, mantenere, proteggere ed estendere la propria vita, l’identità e gli interessi con tutti i mezzi disponibili. Marsden dice che la prima inclinazione degli esseri umani viventi è di affermare la propria vitalità e l’importanza della propria esistenza.

L’interesse è la concettualizzazione dell’affermazione della persona del proprio valore. L’interesse è la rivendicazione, l’affermazione e la lotta per un posto tra una miriade di altre affermazioni, asserzioni e lotte. Anche l’aggressività deve essere interpretata alla luce delle circostanze esistenziali che le persone occupano. La persona che cresce fisicamente o intellettualmente è aggressiva; le forme di vita in crescita sono sempre aggressive e invadenti nello spazio e nelle risorse. La vita garantisce che sia l’aggressione che il conflitto siano inevitabili.

Noi siamo il cibo quotidiano dell’altro. Prendiamo ciò che possiamo ottenere da ciò che vogliamo.

Possiamo essere tenuti fuori dal “territorio” ma non perché abbiamo una compunzione sull’invasione. Dove la linea limite cade viene decisa dal caso, accendendo la volontà, il capriccio e il potere di coloro che sono divorati e divoratori allo stesso tempo. La vita è festa e conflitto: questa è la sua gioia. Il pianto per la pace è la stanchezza di coloro che sono troppo deboli di cuore per vivere.

Il mondo appartiene agli archisti, a coloro che sono disposti ad affermarsi determinando le loro vite, la loro crescita e la loro prosperità. Il mondo sociale è “un fascio di interessi” e un concorso tra coloro che scelgono di spingersi da soli. Inoltre, l’altro valuta la vitalità e la qualità della persona dalla portata e dall’intensità degli interessi che lei o lui asserisce. Più successo ha la persona nel raggiungimento degli obiettivi, più lei o lui è attraente per gli altri; eccitano passioni più forti ed evocano immagini più intense. L’atteggiamento del mondo è l’amicizia verso, e l’ammirazione per: gli interessi forti, audaci e di successo perché sono indicativi di sopravvivenza, sicurezza, crescita, salute e prosperità.

Per Marsden, questo è il motivo per cui l’anarchismo e tutte le forme di “embargoismo” non riescono mai a conquistare un gran numero di aderenti affidabili. L’anarchismo è sempre ignorato da persone che hanno ingegno e capacità, perché rifiutano di porre un embargo sulla loro capacità di appropriarsi di se stessi, delle loro relazioni e del mondo che li circonda.

Il mondo sociale è un campo in cui gli interessi si incontrano e si scontrano. All’incontro o alla collisione di interessi, l’anarchico pone un limite, o un embargo, su ciò che può essere valutato e appropriato dagli individui. Vincolo dell’anarchismo. L’anarchismo differisce dallo statismo perché l’embargo è autoimposto. La coscienza e la moralità, o il poliziotto interno, delimitano ciò che l’individuo può o non può fare, ciò che l’individuo può e non può volere, del valore o di quello appropriato. L’anarchismo è sempre una forma di umanesimo e moralismo, nonostante le sue obiezioni.

Il concetto di Tucker di eguale libertà stabilisce vincoli moralistici nel comportamento delle persone per garantire che i diritti “naturali e giusti” dell’altro siano rispettati e protetti dall’individuo. Nel pensiero anarchico individualista, gli individui sono liberi di perseguire i propri interessi purché non invadano o intromettano gli interessi degli altri. L’anarchismo individualista, come tutte le forme di pensiero umanista, tenta di immunizzare “umano” da “egoismo” o il perseguimento del proprio interesse da parte dell’individuo. Tenta di isolare “umano” da “archismo” o la sfida dell’individuo ai limiti o i confini.

L ‘”umano” assicura che gli individui possano andare “così lontano ma non oltre”. L”umano” deve essere protetto nel pensiero anarchico; è lo scudo che conferisce il diritto. L’anarchismo, il credo libertario, è un’altra forma di umanesimo. Anche nell’anarchismo individualista di Tucker, l’egoista è una forma inferiore di vita, subordinata all’umano. Per Marsden, l’anarchismo individualista di Tucker non è una rottura dal modernismo, ma un’altra sua espressione. Come il cristiano e il socialista, l’anarchico ama l’umanità e estende benevolmente il concetto di “pari libertà” da abbracciare nel tutto.

Ma il Cristiano, il socialista e l’anarchico disprezzano gli umani; la massa di chi respinge l’embargo e abbraccia l’egoismo e l’archismo. Nel pensiero anarchico, l’eguale libertà è il lato debole o l’oppio dei poveri e dei fragili. I straccioni monopolizzano le virtù, mentre gli archisti e gli egoisti monopolizzano il mondo.

La critica di Marsden all’anarchismo non è in alcun modo una difesa dello stato, o un tentativo di sviluppare una legittimazione filosofica dell’autorità politica. È un’alternativa anti-statalista all’anarchismo. Nella critica egoista di Marsden alla politica, lo stato è poco più della coercizione organizzata. La definisce come il “deposito nazionale per le armi da fuoco e la società dei bastoni”, che è posseduto, diretto e sfruttato dagli “uomini di stato” il cui compito principale è quello di preservare la carta statale concessa dal popolo, i cui capitoli principali sono :

Lo stato non può essere sciolto;

Non può causare lesioni sufficientemente gravi da giustificare ritorsioni o attacchi;

Può acquisire numeroso denaro dalle persone nella maniera che ritiene più opportuno;

Può usare qualsiasi e tutte le risorse per difendere i suoi interessi; e

Può stringere alleanze con chi può promuovere i suoi interessi.

Marsden non crede che i governi servano interessi diversi dai propri, né crede che servano a scopi superiori alla loro stessa riproduzione. Non soffre illusioni sul presunto beneficio dei governi, nessuna illusione di soddisfare alcun bisogno di individui o società e nessuna illusione di poterli migliorare. Inoltre, respinge la nozione di governo limitato o libertarismo perché nessuno stato metterà un embargo su ciò che può e non può fare, questo per servire i propri interessi o per assicurare la propria continuità.

Marsden differisce dagli anarchici perché non pensa che lo stato possa essere abolito. Né pensa che la colpa della sua continuità e dell’oppressione possa essere attribuita completamente alla malevolenza dei politici e dei burocrati. Una parte importante del problema che gli anarchici attribuiscono al governo è in realtà l’ingenuità e la sottomissione dei sudditi, che l’anarchismo promuove involontariamente attraverso concetti come la pari libertà e una fantasia folle di un futuro migliore.

Un cittadino “povero” moderno appare così scioccamente pazzo nel suo atteggiamento verso lo “stato” che suggerisce di non essere semplicemente uno sciocco ma anche un furfante.

Una delle affascinanti folle di lavoratori, che quando non si leccano le ferite in prigione per non aver badato alle loro buone maniere, stanno compiendo lavori forzati per nutrire e ingrassare coloro che osano governare. . . . Sognano il paradiso, faticano, muoiono di fame e sono penalizzati: poi il mormorio della libertà. Tuttavia, tutto questo sembrano in grado di sopportarlo. Se queste cose hanno una lezione da insegnare, i mansueti, in ogni caso, non l’hanno imparato.

Parte del motivo per cui i governi hanno potere è perché i poveri e i deboli non riescono a metterli in discussione; si rifiutano di diventare egoisti e archisti.

Facendo eco ai commenti di Stirner sul proletariato, Marsden sostiene che i poveri cesseranno di essere poveri quando si rifiuteranno di essere sfruttati dai ricchi e dallo stato. I “calpestati” spariranno quando decideranno di resistere. “Gli affamati avranno il pane quando lo prenderanno”. Gli anarchici sono almeno in parte responsabili dell’accettazione del dominio da parte dei poveri, dal momento che la teoria anarchica dell’ordine sociale include un “embargo” sulla persona che vuole “troppo” potere, autonomia, ricchezza e divertimento.
Invece di tentare di “salire di livello” abbracciando l’egoismo e l’archismo, gli anarchici e tutti gli altri “salvatori della società” insistono sul livellamento, riducendo tutti i desideri, le aspirazioni, le motivazioni e i risultati al livello più basso possibile. La loro persona ideale è lo straccione. Marsden afferma che “non si può desiderare abbastanza”. Non c’è limite ai desideri, alle aspirazioni, alle intenzioni e ai risultati individuali. Come teoria sociale, l’anarchismo funziona per “livellare” imponendo limiti concettuali, etici e politici a ciò che i poveri e gli impotenti possono pensare e fare.

Marsden afferma che l’anarchismo non libererà i “poveri”. Si libereranno attraverso una “autoaffermazione” che cancellerà l’anarchismo e i “salvatori della società” che impongono limiti artificiali ai pensieri e alle azioni degli individui.

L’opposizione dell’egoista o dell’archista all’anarchismo si basa sull’idea che la credenza nella santità o nella legittimità del governo sia sparita. Anche se è finita la convinzione che il governo possa essere migliorato o reso etico e responsabile.

Senza legittimità, i regimi democratici si rivelano nient’altro che “capriccio individuale”, la prima, ultima e unica base della volontà di governare. La nozione anarchica di una società armoniosa, purificata dalla disuguaglianza e dall’egoismo è analoga alle idee riformiste di “governo pulito”, o argomenti dove il governo può liberare il proletariato o rispondere alla volontà del popolo. I governi non sono neutrali e non servono. L’egoismo rivela la volontà di governare come una forza inestirpabile che si esprime a livello individuale e collettivo. Che sia benvenuto o non gradito, la volontà di governare è una forma importante in cui il potere si esprime inevitabilmente.

L’opposizione anarchica allo stato perché è uno stato, è futile e delirante. Per l’egoista, l’abolizione dello stato è un “lavoro senza esito negativo, senza fine”. “Quello che voglio è il mio Stato: se non sono in grado di stabilirlo, non è una mia preoccupazione se lo Stato è istituito”.

La causa dell’egoista è stabilire la “proprietà” per acquisire e difendere il suo dominio. L’egoismo non difende un concetto astratto di padrone dell’ordine sociale. L’egoista lavora per plasmare il mondo secondo le sue aspirazioni, comprese le relazioni di potere nella vita di tutti i giorni. Non riuscendo a stabilire la “proprietà”, l’egoista non pretende che non ci sia lo stato o il mondo esterno. Altri potenti vedranno che c’è.

Quando uno stato o una forma di governo viene rovesciato o disintegrato, ne sorge un altro. “Lo stato è caduto, lunga vita allo stato”. L’anarchico rivoluzionario più coerente e esauriente non può eludere il semplice fatto che il potere è una caratteristica ineludibile della vita, nelle relazioni faccia a faccia tra individui e tra un gran numero di persone. Cosa succede il giorno dopo una rivoluzione anarchica di successo? Per proteggere il nuovo regime, gli anarchici dovranno sviluppare e attuare politiche, programmi e strutture. Il modello anarchico della società e dell’individualità deve essere difeso. Gli anarchici si troveranno a proteggere i propri interessi con tutto il potere e le armi che possono acquisire e utilizzare. Dovranno necessariamente reprimere gli statisti, gli egoisti e gli archisti che cercheranno sicuramente di riaffermare la loro volontà e di esercitare il potere sugli altri. Gli anarchici proteggeranno la rivoluzione e qualsiasi formazione sociale che seguirà, formulando la legge e mantenendo l’ordine attraverso la persuasione e la coercizione. Almeno, finché altri onesti archisti giungono per rovesciarli e soppiantarli.

Marsden sostiene che gli anarchici confondono l’atteggiamento che rifiuta di mantenere la legge, il potere e l’autorità sacri con l’atteggiamento che rifiuta di riconoscere l’esistenza della legge, del potere e dell’autorità. Tutti i “salvatori della società” tendono a credere che la loro visione di un mondo migliore inevitabilmente trionferà, ma gli anarchici sono particolarmente inclini alla confusione dove, “se è così, è così”. Egoisti e archisti non credono che il governo e la legge siano sacri, ma rispettano ogni legge per la capacità e la gravità della forza di rappresaglia che c’è dietro. Il rispetto per la “santità” e il rispetto per il “potere” sono diversi. L’anarchico confonde i due, credendo che l’eliminazione del primo comporti automaticamente l’eliminazione del secondo; l’egoista e l’archista respingono il primo ma riconoscono la persistenza di quest’ultimo.

In accordo con Stirner, l’egoismo di Marsden rifiuta la legittimità o la santità dei regimi esistenti, ma non la loro realtà. L’egoismo valuta il potere dello stato, che sfida, affronta e dove si sottrae a queste condizioni.

L’egoismo rifiuta ogni concetto di utopia, o l’imposizione di qualsiasi idea che pone un embargo su come le persone possono agire. Rifiuta qualsiasi soluzione finale ai problemi che le persone incontrano nel vivere, in particolare quelli che pretendono che la forza e il potere possano essere eliminati nella vita sociale. La vita non può essere subordinata a un progetto artificiale perché l’egoismo individuale si afferma velocemente in opposizione agli altri e ai vincoli esterni.

L’anarchismo è un sentiero illusorio verso la libertà perché le forze della sopravvivenza umana, della sicurezza e della prosperità sono dirette nella direzione opposta.

Le persone contestano costantemente limitazioni e embarghi sul loro pensiero e comportamento. È improbabile che accettino qualsiasi regime, come l’anarchismo, che usa l’ideologia, la coscienza e la coercizione morale per promuovere la conformità e la sottomissione. È la natura degli esseri umani creare, costruire e dirigere la loro volontà sul mondo degli eventi. Ciò non sarà mai frenato da alcuna ideologia o valore culturale che promuova un “embargo spirituale”, vanificando i migliori sforzi dell’anarchismo e di altre ideologie umanistiche. In ultima analisi, l’anarchico è un “derio-libertario” che sorvola le aspirazioni di “un’unità posseduta dell’istinto di dominare – anche i suoi simili. “

INTERVISTA ALL’ ORDINE MISANTROPICO LUCIFERIANO (METALION/SLAYER MAGAZINE) [PARTE 1 E 2]

http://www.chaosophie.net/?p=208   (parte 1)

http://www.chaosophie.net/?p=218   (parte 2)

Ecco la prima parte della traduzione in francese di Absentia dell’autorevole intervista a due membri dell’Ordine Misantropico Luciferiano (Frater Nemidial sotto lo pseudonimo di Noxifer e Jon Nodtveidt sotto lo pseudonimo di Tenebris), fatta da Jon “Metalion” Kristiansen per la Rivista Slayer nel 2001.

Cosa occorre per diventare un Satanista?

Noxifer: Un Satanista è una persona che si presenta come un “critico” e “avversario”, che lotta incessantemente contro lo status quo, affermando in questo modo il suo sviluppo personale e l’evoluzione, che attraverso il Caos non può raggiungere da solo. Ciò che è necessario per una persona che “vuole essere un satanista” è una volontà molto forte per comandare e un’attrazione ancora più forte per l’ignoto, è per la saggezza sinistra e segreta; questo è il dono di Lucifero ai pochi eletti che si avventurano sul sentiero delle fiamme, che è la via del Satanista Anti-cosmico Trascendentale.

La misantropia e il disprezzo della società sono anch’essi elementi essenziali del vero Satanismo. Perché se è necessaria una volontà di ferro per raggiungere l’evoluzione spirituale e realizzare l’Eone Eterno Oscuro, che è l’obiettivo più importante del Satanista Anti-cosmico, il dedicare un feroce odio all’ordine prevalente e le sue pecore, che si sottomettono con piacere alla tirannia del demiurgo, così come alle religioni luminose cosmopolitiche, lo è altrettanto. Per poter aspirare a trascendere lo stato cosmico attuale e unirsi agli dei oscuri, che sono aspetti diversi del Caos furibondo che regna al di fuori del cosmo e dell’universo stabilito, il Satanista deve possedere la “Fiamma Nera del Caos” che brucia in essa. La Fiamma Nera è, quindi, di gran lunga il concetto più importante nel Satanismo Anti-cosmico.

“La Fiamma Nera” è il nome esoterico della scintilla originale del Caos che brucia ancora nelle anime oscure dei più forti. Questa Fiamma Nera è la stessa potenza di “Il Sangue di Kingu” tra i Sumeri, che “Il Seme di Apep” negli antichi culti draconiani egizi e “La Fiamma di Molok” tra i maghi Qliphotic e Anti-Sephirotici . La fiamma nera è anche il “Pneuma” degli Gnostici oscuri ed è stata anche chiamata “Scintilla Divina”. È questa scintilla divina che è lo spirito dei Caos-gnostici e dei Satanisti Anti-cosmici. È la loro forza interiore che li porta a lottare contro l’ordine cosmico, vita dopo vita, per raggiungere finalmente la comprensione e la saggezza che risveglierà completamente la fiamma nera del Caos / Sangue di Kingu e brucerà le barriere fisiche e spirituali in cui siamo incatenati in questa prigione cosmica, che il “demiurgo” (cioè il creatore pazzo) ha creato inizialmente.

Siamo stati sradicati dal Caos, contro il nostro desiderio, ma la Fiamma Nera rafforza la nostra volontà e ci dà l’opportunità di riconquistare la nostra origine: il Caos selvaggio, oscuro, paradossale, terrificante, bello ed eterno, cioè il drago Tiamat. Pertanto, è essenziale per una persona che desidera seguire la “sinistra via” della mano sinistra, avere una comprensione della fiamma nera interiore, che è un riflesso della Fiamma Nera esterna ed eterna, Lucifero, il nostro padre orgoglioso e crudele, il portatore di luce! Possa la fiamma nera accendere il mondo! HAIL KAOS!

Quali sono le ricompense quando consacri la vita a Satana / Satanismo?

Noxifer: Abbiamo già risposto a questa domanda, ma potremmo aggiungere che vediamo Satana come la parte furibonda/ anti-cosmica del Caos che viene descritta come “Luce Nera”. Cioè, il potere che si oppone al demiurgo e mira a schiacciare il cosmo e il suo creatore in modo da ripristinare il Caos Originale Senza forma che regnava davanti alla luce prima della nascita del demiurgo.

Uno degli obiettivi di Satana / Lucifero è di rilasciare i frammenti dell’eterna Fiamma Nera imprigionata nel cosmo. Così, quando il Satanista si dedica a Satana / e il Satanismo, si dedica anche alla sua stessa liberazione. Il Satanista Anti-cosmico è il guardiano della Fiamma Nera / Sangue di Kingu e la ricompensa per aver tenuto la Fiamma Nera Ardente per gli ultimi millenni è quella di salire ai troni neri dell’antica Divinità Oscura del Caos. Per divenire il portale vivente che conduce al Caos! Ma l’obiettivo più importante e la ricompensa finale per un Satanista, è essere tutt’uno con il Drago del Caos, libero dalle catene del cosmo. SILIM-MADU TIAMAT !

Alcuni dicono che uno è Satanista dal giorno della sua nascita. Come lo vedete?

Noxifer: Come Satanista Anti-cosmico, so che siamo costituiti da un corpo, un’anima / corpo astrale e lo spirito / fiamma nera. Ogni volta che moriamo, il corpo e il corpo astrale vengono distrutti e il prana cosmico / forza vitale viene risucchiato nel cosmo per essere riciclato nella circolazione cosmica. Alcuni maghi neri sono in grado, attraverso la pratica del vampirismo, di programmare i loro corpi astrali per nutrirsi della forza vitale di altri esseri viventi, dopo la morte del loro corpo fisico. In questo modo, evitano il reimpiego del loro corpo astrale da parte dei poteri cosmici. Tuttavia, coloro che praticano il vampirismo astrale non sono, nella maggior parte dei casi, Satanisti Anti-cosmici e non portano in sé la fiamma nera. Negano l’esistenza dello spirito / fiamma nera e considerano l’anima / corpo astrale come l’essenza più profonda della loro esistenza. È quindi della massima importanza che questi “vampiri” mantengano in vita i loro corpi astrali per evitare la “seconda morte”, cioè il corpo astrale.

A noi, d’altra parte, che bruciamo con la Fiamma Nera e che, attraverso gli eoni passati, abbiamo resistito agli attacchi degli dei della luce il cui obiettivo è quello di estinguere il nostro Fuoco Caotico Interno, al fine di rompere i legami oscuri che ci collegano con i poteri del Caos, non ci importa del corpo e dell’anima / corpo astrale. Perché sappiamo che finché la Fiamma Nera brucia, con l’aiuto dello spirito dedicato all’oscurità e una volontà forte, saremo reincarnati vita dopo vita. Questo processo è chiamato “essere incatenato alla ruota della vita”. Quindi, se la fiamma nera brucia nella tua vita passata, allora brucerà anche in te in questa vita. Con questo e per questo, puoi dire di essere un satanista dal giorno della tua nascita.

Tuttavia, è importante tenere a mente che il demiurgo mira a estinguere tutte le Fiamme Nere, che consumano la sua creazione dall’interno, e quindi costringerci a bere il “Lethé”, il fiume dell’oblio; ogni volta che moriamo, ci fa dimenticare la lotta del Caos contro l’ordine e la lotta del fuoco interiore Caotico per liberarci dal cosmo. Per questo, a volte dobbiamo essere risvegliati da questo sonno e dall’oblio in cui il demiurgo ci immerge. Questa consapevolezza viene solitamente chiamata “il morso del serpente, che apre gli occhi agli eletti”. Consegnare il “morso del serpente” per svegliare quelli di noi che stanno dormendo è anche una delle missioni del Satanista Anti-cosmico. Così il Satanista non vuole salvare le masse, come le religioni della via della mano destra, ma essere l’élite oscura e sinistra a cui apparteniamo. HELL SATANACHESH! Morte per i deboli!

Siete impegnati nel MLO (Misantropiska Lucifer Orden). Parlateci un po ‘di questa organizzazione. Quando è nata, quanti membri ha, etc. ?

Noxifer: Il Misantropiska Lucifer Orden (Ordine Misantropico Luciferiano ndt) è un ordine offerto alle forze anti-cosmiche, alla fortificazione, alla liberazione per raggiungere infine la divinità della Fiamma Nera interiore. Uno dei nostri obiettivi è quello di trovare e riunire gli eletti, che vivono dopo la vita, è che hanno agito come portali viventi per il Caos che regna oltre le barriere del cosmo. Coloro che, con la concentrazione di energie dissonanti e anti-cosmiche, hanno contribuito ad accelerare l’evoluzione anti-cosmica e l’avvento dell’infinita oscurità. Il MLO vuole, attraverso l’unione e la concentrazione del fuoco nero bruciante del Caos che arde nei cuori degli eletti, con questi guerrieri della via della mano sinistra, bruciare nuovi buchi nella coscienza cosmica e aprire nuovi portali oscuri nell’inconscio collettivo umano. In questo modo, contribuiamo all’invasione del cosmo e della psiche umana da parte degli dei oscuri.

Il MLO studia tutte le dottrine esoteriche e pratica la magia nera anti-cosmica per aumentare i poteri dei suoi membri e degli dei oscuri, sia spiritualmente che materialmente. Causando l’eclissi della nostra mente, oscuriamo il macrocosmo nel suo complesso. Ci sono, tuttavia, tre rami principali nella magia nera che il MLO esplora e pratica. Questi tre metodi oscuri portano tutti alla libertà anti-cosmica e al potere eterno nel Caos. Questi sono: il Caos-gnosticismo Sumero, il Setianismo draconiano e l’Anti-kabbalah qlifotica. Sviluppando e combinando a un certo livello questi tre sistemi, vogliamo creare nuove mitologie oscure, nonché filosofie e riti che contribuiranno all’evoluzione personale dei nostri membri e al risveglio della Fiamma Nera, per coloro che, nella vita presente, sono immersi nel sogno costretto all’oblio.

Le ambizioni più esoteriche del MLO sono di fornire uno spazio ai Satanisti Anti-cosmici per scambiare pensieri e idee con persone che la pensano allo stesso modo, e in questo modo per favorire i loro progressi sul sentiero della mano sinistra, che è la via del Drago Nero. Il MLO pratica il Satanismo Anti-cosmico che, esponendoci al pericolo reale, l’odio, il potere, la forza, le battaglie, l’oscurità, la morte e il caos, rafforza la nostra identificazione con gli dei oscuri che ammiriamo. Il nostro cammino è quindi un atteggiamento rigoroso e pericoloso, che mette alla prova i nostri affiliati ed elimina i deboli. Poiché solo i forti, che possiedono in loro la volontà di potenza, e che si rendono conto che la conoscenza è potere, riescono a percorrere l’ardente cammino. È attraverso i nostri studi che seminiamo i semi del potere nelle nostre menti e quando il seme è cresciuto e sbocciato, possiamo realizzare la nostra possente magia. Il Satanista è il messaggero del Caos, che deve sempre personificare il potere, l’oscurità e la gnosi sinistra. Ciò che non ci rende più forti uccide la mente, ed è per questo che dobbiamo lottare costantemente per il progresso e l’evoluzione Anti-cosmica. L’MLO ad esempio oggi ha una struttura completamente diversa e sta crescendo più di quanto pensassimo quattro anni fa. Continuiamo ad evolvere e svilupparci ogni giorno che passa, ma i nostri obiettivi saranno sempre gli stessi. Caos = Evoluzione. Quelli che non diventano più forti devono morire per fare spazio a quelli che lo sono. “La forza è il diritto! “

Tutte le informazioni sui nostri affiliati sono confidenziali e nessuna sarà resa pubblica, ma potremmo aggiungere che il nostro Ordine (fondato nel 1995) è oggi più forte che mai, è il fuoco del Caos che brucia la creazione dell’interiore! GLOIRE A AZERATE 218 ! AVE NEX-FERO !

Cosa serve per diventare un membro dell’MLO? E che apporto da?

Noxifer: Affinché un candidato diventi membro del MLO, deve essere maggiorenne e abbracciare pienamente i valori misantropici e Anti-cosmici del nostro Ordine. Il candidato deve già essere un Satanista Anti-cosmico / Caos-gnostico e un praticante mago nero, pronto a dedicare la sua intera esistenza a seguire la vera volontà, in accordo con quella degli dei oscuri. Il candidato deve quindi contattare l’Ordine scrivendo a uno dei nostri indirizzi (che può essere trovato da chi lo desidera veramente, ad esempio via e-mail), descrivendo le sue convinzioni e ciò che lo interessa nel aderire al MLO.

Se l’Ordine considera questa proposta seria e intelligente, il candidato sarà messo in contatto con un fratello / sorella dell’Ordine di secondo grado. Per almeno sei mesi, il candidato sarà introdotto alle basi del MLO, la nostra magia Anti-cosmica, la nostra filosofia e mitologia / demonologia. Il candidato riceverà anche istruzioni su come costruire il suo “altare nero” con il “pentagramma spezzato” al centro. Se il contatto ritiene che il candidato abbia un forte interesse nel lavoro del MLO e che possa contribuire allo sviluppo degli altri membri in un modo o nell’altro, sarà, dopo un minimo di sei mesi , introdotto nella prima cerchia esterna dell’Ordine, la Legione Misantropica o “Cerchio Taninsam”, diventando così un membro del primo Ordine. Come membro di primo grado, il candidato avrà accesso ai testi più esoterici, a vari rituali e sarà in grado di prendere parte alla maggior parte delle attività dell’Ordine come riunioni, feste e cerimonie. Prima che il candidato / membro di primo rango possa diventare un membro a pieno titolo (membro di secondo rango e il primo circolo ristretto del MLO, diventando un “Sacerdote / Sacerdotessa di Satana”), lui / lei deve prima, e questo per almeno un anno, mostrare la sua profonda devozione e lealtà verso l’Ordine e la nostra opera Anti-cosmica. Spetta quindi al contatto valutare se il candidato ha la Fiamma Nera e se può impegnarsi nel MLO.

Se il contatto dà un’opinione positiva, il candidato verrà introdotto nel primo cerchio interno e diventerà un “Sacerdote / Sacerdotessa di Satana” e un membro del MLO di secondo grado. Così inizia il viaggio sul sentiero ardente, quello del MLO. “Per aspra, ad astra! “

All’interno del nostro Ordine ci consideriamo reciprocamente come riflessi degli dei oscuri e ci aiutiamo a vicenda con tutto ciò che può facilitare la nostra progressione spirituale. Ma stiamo anche favorendo un livello più fisico e materiale nella nostra lotta Anti-cosmica. Ad esempio, eliminando tutti coloro che osano ostacolare uno dei nostri membri. Come Satanisti Anti-cosmici, siamo sempre pronti a uccidere e morire gli uni per gli altri perché sappiamo che nessun altro al mondo- in cui siamo stranieri -merita la nostra lealtà. Noi che serviamo il Caos siamo uniti per sempre dai legami oscuri della Fiamma Nera. GLOIRE À LUCIFUGE ROFOCALE !

Sembra che l’MLO sia piuttosto attivo: quando cercate e reclutate nuovi membri, come riuscite a valutare correttamente chi può aderire o meno? E siete stati contattati da quante persone indegne?

Noxifer: L’MLO non sta cercando nuovi membri, i nuovi membri stanno cercando l’MLO. L’umanità è costituita da bestiame umano che, a causa della propria debolezza e apatia, ha permesso al demiurgo di estinguere le Fiamme Nere del Caos, che bruciavano nelle loro anime all’inizio del tempo. Ora sono pecore che si sottomettono volontariamente alla tirannia cosmica e al demiurgo pazzo. Questo è davvero un problema, siamo stati contattati da alcuni di questi sciocchi che credono che il Satanismo sia una specie di gioco, ma di solito separiamo i lupi dagli agnelli piuttosto facilmente. Contattare l’MLO senza una motivazione seria di solito porta a ritorsioni. Solo l’uno per cento di tutti coloro che si dichiarano Satanisti hanno valore e sono loro stessi, è questa élite segreta, a portare ancora la scintilla divina del Caos. L’albero oscuro della saggezza deve essere nutrito con il sangue degli indegni. Solo allora potremo raccogliere i frutti della vera conoscenza! Gloria alla misantropia! Gloria agli eletti!

È possibile essere contemporaneamente membro del MLO e di un’altra organizzazione satanica?

Noxifer:  È possibile essere membri di un’altra organizzazione satanica e far parte del MLO solo se la filosofia, i valori e le dottrine dell’altra organizzazione non sono in contrasto con quelli del MLO. Ad esempio, è impossibile essere un membro attivo della “Chiesa di LaVey ” e allo stesso tempo essere membro dell’MLO. Non consideriamo, tuttavia, “la chiesa di LaVey” e la sua prole bastarda, il “Tempio di Set” come organizzazioni Sataniche. Anche se rispetto alle attività di LaVey, il Tempio di Set è un’organizzazione molto più seria e intelligente. Ma non sono, comunque, Satanici. Il loro primo errore è stato cercare di rendere il Setianismo e il principe delle tenebre, Set, qualcosa di accettabile e innocuo. Per diventare una “grande” religione accettata e riconosciuta dal resto della società giudeo-cristiana. Il Satanismo non è per le masse apatiche, ma per gli eletti che hanno la volontà, la conoscenza e il potere di trascendere i limiti della vita e della morte, per essere un tutt’uno con gli dei del Caos.

Il Satanista sputa sulle leggi di “Dio” e quelle dell’uomo; si forgia sulla formula di nostro padre Satana / Lucifero: “Chao ab Ordo” che significa “il Caos proveniente dall’ordine”; il Satanista segue quindi la sua stessa legge, che è la vera volontà dell’eterna Fiamma Nera del Caos. Riguardo al suddetto signor LaVey e alla sua organizzazione, è opinione di tutti i satanisti Anti-cosmici e satanisti tradizionali che LaVey e la sua “chiesa” non abbiano nulla a che fare con il vero satanismo. Il loro “Satanismo da teatro” non è altro che un banale ateismo con un po’ di pseudo occultismo e costumi fantasiosi. Non è sufficiente vestirsi di nero e indossare un pentagramma attorno al collo per essere in grado di proclamarsi Satanista. Il Satanismo è lo strumento che l’élite sinistra usa per raggiungere la liberazione dello spirito / la Fiamma Nera (che ci rende immortali) e non deve essere contaminato da larve apatiche. Il vero Satanismo è rappresentato e interpretato come manifestazione fisica degli dei oscuri e dal modo in cui conduciamo le nostre vite; quindi agiamo come portali oscuri e veicoli di cambiamento, evoluzione / rivoluzione e Caos. Non c’è quasi nessuna altra organizzazione che pratica il vero Satanismo e i membri di MLO non hanno alcun interesse a unirsi a loro.

Intervista di Jon “Metalion” Kristiansen, all’ Ordine Misantropico Luciferiano, Slayer Mag nel 2001. In Metalion, The Slayer Mag Diaries, Bazillion Points, 2011. Traduzione in francese di Absentia, 2015.

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